Feline Interviews: Bonetti

“Ora che il presente è passato/ che quello che era certo è cambiato/ che aspettiamo un abbraccio qui a un binario abbandonato/ e c’è una voce che dice per ore e ore e ore e mesi e anni che non bisogna aver fretta/ niente affanni”. Profonde e più attuali che mai, queste sono alcune frasi del ritornello di Non ci conosciamo più’, il primo pezzo pubblicato da Bonetti che anticipa il nuovo album in uscita a Settembre. Scritto un po’ di tempo fa, il testo supera le definizioni fisse di spazio e di tempo e ci accompagna nei nostri pensieri, in quel limbo di dubbi e di riflessioni davanti alle quali ci troviamo ogni volta che c’è un cambiamento nella nostra vita. In questo enorme cambiamento che oggi tutti stiamo vivendo, però, questa canzone è anche un invito a non essere precipitosi e impazienti, è un abbraccio caldo per chi l’ascolta: messo da parte per un momento il testo, il sax ci proietta in un tranquillo club, con pop, bei ritmi e smooth jazz in sottofondo. Insomma, Bonetti non è uno di quelli che fa musica in maniera approssimativa, anzi ci mette cuore e fatica, coinvolge persone e si prende tutto il tempo che occorre affinché quello che poi ascoltiamo sia accurato, piacevole e prezioso. Così facendo, nel 2018, ‘Dopo la guerra’ si è guadagnato un posto nella lista dei cinquanta migliori dischi italiani stilata da Rockit. E sì, questo crea delle grandi aspettative per il prossimo album, ma noi siamo sicuri che, come sempre, Bonetti non ci deluderà.

F1993: Bonetti, dal lavoro in libreria alla musica come centro della tua vita. Era questo quello che sognavi da bambino?
B: Beh, da bambino il sogno era quello di giocare nel Toro insieme a Pennellone Silenzi. Poi, crescendo, la musica è stata via via sempre più importante, insieme alla passione per i libri, e insomma, sono davvero tanto felice di essere riuscito ad arrivare a questo punto. 

F1993: ‘Non ci conosciamo più’ appare lontanissima dalla situazione che stiamo vivendo oggi, ma anche e soprattutto vicinissima. Sembra scritta dalla quarantena con la speranza di avere risposte, di vivere incontri, di farsi forza, ma sembra anche scritta dalle abitudini di tutti i giorni per tentare di capirci qualcosa, per non abbandonarsi alle preoccupazioni e alla frenesia, per cercare di rimanere calmi. Com’è nata questa canzone?
B: Questa canzone è nata passeggiando per le vie di Milano, che di lì a poco sarebbe diventata la mia città. Racconta di un momento in cui mi sono ritrovato su una panchina a fare i conti con le mie aspettative, i miei desideri e il mio quotidiano. Poi, almeno nelle intenzioni, racconta quello che grosso modo ci troviamo a vivere in tanti, sui trent’anni o poco più, perennemente in bilico tra l’inizio dell’età adulta (col suo carico di aspettative) e la quotidianità che pone limiti alle nostre prospettive. Ovviamente questo è un brano che ho scritto un po’ di tempo fa, ma la quarantena ha stravolto così tanto il nostro quotidiano che effettivamente è diventata un filtro attraverso cui rivedere tutto. Chissà che alla fine di questo periodo non sapremo affrontare meglio i binari abbandonati.

F1993: Presente, passato e futuro in ‘Non ci conosciamo più’ sono confusi, si scambiano, si alternano. Il rapporto col tempo cambia di persona in persona e ci rende più o meno sensibili, lungimiranti, saggi o previdenti. Poiché spesso ci sono riferimenti temporali nei tuoi pezzi, come in ‘Sandra a Torino’, per citarne una, ero curiosa di sapere qual è il tuo rapporto col tempo: se ripensi più spesso a quello che già è successo, ti proietti più facilmente nel futuro o fai tesoro del presente, e come questo influenza il tuo modo di scrivere e di vivere.
B: Grazie per la domanda, è un argomento che mi sta molto a cuore. Io mi interrogo costantemente sul rapporto che ho con il tempo. Cerco sempre di mettere a fuoco il momento in cui il presente diventa passato e il futuro presente. Ovviamente è impossibile, ma è una cosa che mi fa sentire vivo, che dà tridimensionalità alle cose che faccio e progetto. Penso che il tempo sia l’elemento che più di tutti ci definisce come esseri umani, nella nostra voglia di fare e nelle nostre fragilità (tutti siamo impotenti di fronte al tempo). Il tempo, tra l’altro, insieme allo spazio sarà un elemento molto presente in tutti i brani del mio prossimo disco.

F1993: Quando ascolto i tuoi pezzi mi ritrovo spesso a pensare che mi piacerebbe esistessero in collaborazione con altri artisti. ‘Il Futuro’, per esempio, mi fa sognare una collaborazione con Giovanni Truppi. Possiamo aspettarci la partecipazione di qualche artista nell’album in uscita a settembre?
B: Sì! I cori di “Non ci conosciamo più” sono di Gabriele Blandamura, ovvero Mai stato altrove, che è in assoluto uno dei più bravi cantautori della mia generazione. E poi c’è  Fabio Grande de I Quartieri che ha fatto ben più di una partecipazione, producendo il disco e suonando in tutti i brani.

F1993: Con quali altri artisti ti piacerebbe collaborare tra i progetti che reputi interessanti nella scena italiana attuale?
B: Beh, sono diversi i progetti interessanti e così su due piedi mi viene difficile isolare solo qualche nome. Mi piacerebbe provare a fare qualcosa con qualche artista femminile. Anche in questo caso i nomi che ho in testa sono parecchi e non posso elencarli tutti. Sicuramente Lucia Manca, Chiara Monaldi e Maru. Ma sono veramente tanti i progetti femminili interessanti che stanno venendo fuori. Poi a breve uscirà il primo singolo di un grande talento con cui ho avuto l’onore di cantare già in qualche occasione: Marta Tenaglia. Segnatevi questo nome, poi ne riparleremo.

F1993: ‘Penso che l’unico modo sensato di fare musica oggi sia quello che spinge ad andare a ogni passo un po’ più in là del proprio giardino e non accontentarsi’: hai scritto queste parole a luglio, mentre lavoravi sul nuovo album. Era solo per descrivere il tuo modus operandi o possiamo leggerci anche una critica a quello che sta accadendo nel mondo della musica da un po’ di anni?
B: Tutte e due le cose. Con Fabio Grande abbiamo cercato di lavorare in un certo modo fin da subito, concentrandoci sulle cose belle e ambiziose che la musica oggi ci può permettere di fare. Abbiamo cercato quotidianamente in studio, e poi anche a distanza, di portare l’asticella sempre un po’ più in là. Di sicuro non ci siamo accontentati. Per quel che riguarda la scena italiana rimango del parere che ogni disco fatto senza ispirazione, consapevolezza e volontà di dare il massimo sia un’occasione persa. Questo al di là dei gusti musicali e dei singoli contesti. Siamo nel 2020, negli anni sono uscite “quintalate” di dischi memorabili. Che senso ha pubblicare una cosa in cui non si crede abbastanza?

F1993: A proposito, ti andrebbe di parlarci un po’ del prossimo album? Avete lavorato tanto e noi non vediamo l’ora di poterlo ascoltare.
B: Uh, guarda, non so da che parte iniziare. Io spero di fare questo lavoro ancora per tanti anni, ma una cosa è certa: questo disco, per me, ha segnato un punto di non ritorno. Comunque andranno le cose potrò sempre pensare di aver pubblicato questo album. So che non dovrei essere io a dirlo, ma questo lavoro mi rende molto fiero e mi soddisfa sotto ogni punto di vista. Ci ho davvero messo tutto me stesso e ho avuto la fortuna di collaborare con persone fantastiche che hanno sposato in pieno il progetto curando ogni aspetto con professionalità e passione. Davvero, non vedo l’ora di farvelo sentire.

F1993: Anche noi siamo impazienti! Nel frattempo, svelaci la top 3 dei tuoi album preferiti di sempre, così da poterli scoprire durante l’attesa.
B: Aiuto. Permettetemi di fare due top 3.
ALBUM ITALIANI:

  • ANIMA LATINA/ Lucio Battisti
  • COME È PROFONDO IL MARE/ Lucio Dalla
  • ANNI LUCE/ DIAFRAMMA

ALBUM STRANIERI:

  • PET SOUNDS/ Beach Boys
  • 22, A MILLION/ Bon Iver
  • EVERYDAY ROBOTS/ Damon Albarn

F1993: Ti ringrazio e ti auguro buona fortuna per l’album e per il tour che verrà. Ah e ovviamente noi speriamo di poter ascoltare nuovi singoli molto presto… ci farai quest’altro regalo?B:Grazie a te! Usciranno altri due singoli prima di questa strana estate. E poi sarà un bel settembre!

Marika Falcone


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