Feline Interview: Floridi

“Magellano” è il nuovo, delicato singolo del cantautore Floridi che, in seguito a BetterPlace, due EP prodotti e svariati live in giro per l’Italia, ha deciso d’intraprendere la carriera da solista.

Floridi è uno di quegli artisti emergenti che ti colpisce subito al cuore: tra sonorità pop e un testo in chiave universale, ci ha regalato un brano che parla di amore, di viaggio, di esplorazione, di addii e di opportunità, ma che non ci racconta l’ennesima storia autobiografica strappa lacrime.

Luca Floridi è uno di quei cantanti che attraverso la sua musica riesce a trasmettere spontaneità e passione. Concreto, racconta la realtà e si approccia ai testi in un modo genuino e disinvolto: “appena vedo qualcosa che mi colpisce apro le memo vocali del telefono e provo a descrivere le sensazioni che ho provato, dallo sguardo di un bambino ad un tramonto sul mare, lo trovo un lavoro terapeutico”, ci racconta.

Magellano si dimostra la canzone perfetta anche per questo periodo difficile di reclusione forzata: chi meglio di lui potrebbe ricordarci, oggi che siamo intrappolati nella nostra quarantena, la sete di libertà e della scoperta che da sempre anima l’uomo? Se lui parte, la protagonista femminile ancora una volta resta, subisce un distacco che viene però compreso e sublimato in lacrime di gioia, in un sorriso consapevole, nell’attesa del ritorno. Floridi si racconta attraverso le sue canzoni, ci parla dal cuore e ogni suo pezzo ha una propria forza e identità.

Incuriositi dal suo nuovo progetto artistico, tanto fresco ed eterogeneo, noi di Futura 1993 abbiamo deciso di fare una chiacchierata direttamente con lui, così da conoscerlo meglio e avere qualche anticipazione sul suo album in uscita.

Futura 1993: Ciao Luca! Magellano è il tuo ultimo singolo, ti va di presentarcelo e di raccontarci un po’ la sua genesi?
F: Ciao! Magellano è un viaggio in una storia d’amore, è il racconto degli attimi che anticipano e seguono una partenza.Un addio, non tragico, e nemmeno triste, anzi necessario. Il cuore di entrambi è pieno. La partenza apre l’orizzonte alla scoperta di nuovi mondi. La separazione si fa apertura dei confini, punto di forza della coppia. Alla base di tutto c’è una mia convinzione personale: non c’è amore senza libertà. Sono un malinconico ottimista, mi piace immaginare il mondo come un insieme di persone che sanno piangere sorridendo, un ossimoro che riesce a stimolare la mia creatività.

F1993: Cosa ti ha ispirato nella scrittura del testo e nelle tematiche che hai scelto di affrontare?
F: Mi trovavo a casa di un amico, stavo suonando il suo pianoforte verticale quando la mia attenzione è stata catturata da una fotografia, “Le baiser de l’Hotel de Ville (1950)” la famosissima foto di Robert Doisneau che era appesa proprio sopra il piano, ecco guardando quella foto è arrivata l’ispirazione per Magellano. Un’immagine chiara nella mente di tutti: il bacio cristallizzato tra un uomo e una donna mentre intorno la routine scorre, si fa movimento, scivola via negli «sguardi distaccati» della gente. Ho poi però trasfigurato la scena in un’ambientazione completamente diversa: a Parigi ho sostituito un porto, ai due protagonisti Magellano e una sua amata immaginaria.

F1993: Quando ascolto la tua musica, e specialmente questo tuo ultimo singolo, mi sembra quasi di entrare in un’altra dimensione, tra sonorità pop delicate e un testo che apre a mille immagini. Solitamente come nascono i tuoi pezzi?  Hai un processo creativo particolare o ti definisci un artista che scrive di getto?
F: Sono un instancabile viaggiatore e questo credo si percepisca molto nelle canzoni che scrivo. Quando sono in viaggio appena vedo qualcosa che mi colpisce apro le note vocali del telefono e provo a descrivere le sensazioni che ho provato, dallo sguardo di un bambino ad un tramonto sul mare, lo trovo un lavoro terapeutico.

Le canzoni nascono quasi tutte al pianoforte, tranne qualche piccola eccezione alla chitarra. Solitamente musica e parole in contemporanea anche se per la stesura di questo nuovo album ho anche lavorato in “differita” su un paio di brani, scrivendo prima il testo e poi in un secondo momento la musica, sentivo la necessità di uscire fuori dalla comfort zone. Amo molto scrivere di getto. 

F1993: Dopo l’esperienza in una band hai deciso di intraprendere la carriera da solista: è stato difficile? Da cosa è nata questa decisione?
F: L’esperienza di una band è una figata fino a quando tutti lavorano e lottano per un fine comune, è sempre molto complicato mettere d’accordo molte teste. In ogni caso dopo due EP e tanti live in giro era arrivata l’ora di cambiare, non c’era più quell’armonia e quella coesione necessaria per continuare. Ripartire come solista non è stata una scelta immediata, ho staccato la spina per qualche mese e non avevo voglia di scrivere niente, poi la necessità si è fatta strada tra incertezza e rigetto ed è nato Floridi.

F1993: Raccontaci un po’ qual è stato il tuo percorso e le principali influenze che ti hanno segnato.
F: Natale 1994, “Caro Babbo Natale, sono Luca, quest’anno sono stato bravo e vorrei tanto trovare sotto l’albero una tastiera per cominciare a suonare” (ecco tutto è cominciato più o meno così). A quindici anni le prime delusioni d’amore e la voglia di raccontarle con delle canzoni, ed eccomi qui oggi a cantarvi di quanto sia bella una notte ubriaca di sesso e nostalgia, di quanto mi senta un maestro zen d’arti banali o quanto sia difficile partire e salutare da lontano una persona che si ama.  Sono cresciuto ascoltando i grandi cantautori italiani, ma ricordo quanto i miei genitori fossero attenti anche alla cultura musicale britannica, qui a casa ho una sorta di “stanza dello spirito e del tempo” dove fin da piccolo ero solito passare ore ad ascoltare cd e vinili. I cinque artisti che potrei ascoltare continuamente e che in qualche modo mi hanno influenzato sono: Beatles, David Bowie, Lucio Dalla, Lucio Battisti e Cesare Cremonini.

F1993: So che hai una passione particolare per il cantautorato italiano. C’è qualche artista o brano in particolare a cui sei particolarmente legato e che ti andrebbe di consigliarci?
F: La mia canzone della vita è Emozioni di Battisti, è il mio passepartout emotivo, il mio psicoterapeuta di fiducia.

F1993: Parlando invece di collaborazioni, c’è qualche artista con cui ti piacerebbe collaborare tra i progetti che reputi interessanti nella scena italiana attuale?
F:Ci sono veramente tanti progetti interessanti in giro e svariate decine di artisti che stimo, provo a selezionarne tre e vi dico Cesare Cremonini, Davide Petrella (aka Tropico) e Calcutta

F1993: Magellano anticipa il tuo disco: puoi darci qualche anticipazione? Siamo curiosi!
F: Otto canzoni, un viaggio unico. Pezzi sinceri e malinconici. La mia preferita una ballata che si chiama “Resta qui”. Uscirà sicuramente dopo l’estate.

F1993: Ti saluto con l’ultima domanda: non è un periodo facile per la musica, come te la stai passando in questo periodo di reclusione forzata?
F: E’ un periodo difficile da gestire, a livello creativo non sto scrivendo molto, il panorama dalla mia finestra è bello ma non mi basta. Sto approfittando per portare avanti alcuni studi jazz e classici che aveva lasciato indietro e che mi ero ripromesso di perfezionare. Cerco di svegliarmi abbastanza presto e mi prefiggo degli obiettivi giornalieri, leggo, guardo film e qualche serie tv, faccio un pò di sport e dato che in questi mesi mi sono saltate quattro-cinque date ho provato a compensare questa mancanza esagerata con qualche diretta Instagram, una buona soluzione per mantenersi in allenamento live e poter bere qualche birra “in compagnia” 😉 .

Eleonora Bruno

Futura 1993 è il network creativo creato da Giorgia e Francesca che attraversa l’Italia per raccontarti la musica come nessun altro. Seguici su Instagram e Facebook!

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