Feline Interviews: Conse

Mettete che create una band con gli amici del paese, fate musica per tanto tempo e poi volete fare le cose in grande spostandovi in una città più grande: non è un percorso semplice per nessuno, soprattutto se siete dei ventenni che, però, amano un sacco la musica. I Conse sono partiti dalla loro cameretta e sono approdati finalmente in una etichetta (Labella Dischi), e ora arriva anche il primo singolo. Abbiamo parlato con Giacomo Clementi Chiavari e Jacopo Dominici della loro “NANANA” e non solo.


Feline Wood: Partiamo dalla vostra Todi: parlando musicalmente, quanto siete legati alla vostra città e al vostro territorio?

Alla nostra Todi siamo legati particolarmente sia perché è stata la culla delle nostre prime esperienze musicali sia perché fonte di ispirazione per il nostro nome che si rifà alla “Consolazione”, il celebre monumento cittadino conosciuto in tutto il mondo e che abbiamo scelto proprio per portare sempre con noi un pezzetto delle nostre origini.

FW: Com’è nata la decisione di formare un vostro duo e di cominciare a scrivere canzoni? Com’è stato questo breve ma intenso percorso dal 2018 ad oggi?

Abbiamo deciso di iniziare questo percorso mentre si stava concludendo un altro progetto musicale durato sei anni, che avevamo realizzato con dei nostri amici a livello locale. Proprio in un momento di pausa nella sala prove della nostra band, ci siamo trovati a comporre il nostro primo brano che è stato quasi per caso l’inizio di questo viaggio che ci ha portato poi, nel 2019, a pubblicare i nostri primi lavori realizzati in cameretta. In un anno abbiamo raggiunto discreti risultati arrivando a contare oltre 70mila ascolti, superando le aspettative iniziali.

FW: Lo scorso anno avete lanciato il vostro primo EP chiamato “Si farà giorno”, ma non posso non notare “L’anno scorso” sulla vostra pagina Spotify che è arricchito di altri brani. Come considerate questo vostro primo lavoro?

Durante il 2019 abbiamo pubblicato in tutto 9 brani (4 singoli ed un EP) che abbiamo deciso di raccogliere in “L’anno scorso” per chiudere il primo cerchio di questo percorso. Abbiamo considerato questo primo lavoro come un punto di partenza che ci ha permesso, ad oggi, di avere l’opportunità di pubblicare i nostri nuovi progetti realizzati più professionalmente con una casa discografica.

FW: Da poco avere iniziato a collaborare con Labella Dischi: cosa significa per voi trovare finalmente un sostegno professionale da parte di un’etichetta?

Labella Dischi è stata sicuramente la svolta che ci aspettavamo fin dall’inizio e, oltre ad essere un sostegno professionale che rappresenta una soddisfazione unica, è anche diventata in poco tempo l’ambiente perfetto nel quale lavorare a proprio agio alle nostre idee e produzioni. Una vera “casa” discografica.

FW: Arriviamo al nuovo singolo “NANANA”. A un primo ascolto mi ha ricordato Gazzelle del suo primissimo album, quindi vi chiedo: quali sono state le vostre ispirazioni per questa canzone in fatto di sonorità?

Non abbiamo avuto delle ispirazioni particolari per questa canzone ma siamo soliti essere ispirati da artisti stranieri. Nell’ultimo periodo, ad esempio, tra i nostri ascolti vanno per la maggiore Still Woozy, Mac Miller, Sting e la musica anni ’80, ’90 e 2000 che passa per i Police fino ad arrivare ai Red Hot Chili Peppers.

FW: “NANANA” è una manifestazione della nostalgia che tutti noi abbiamo, in questo caso verso una storia d’amore ormai terminata. Che importanza hanno i ricordi per voi, soprattutto quelli che vogliamo dimenticare ma che rimangono scolpiti nella nostra mente?

Per noi i ricordi di una storia passata sono ciò che più ci rende vicini ad un qualcosa che è ormai lontano fisicamente e temporalmente ma non emotivamente. Talvolta quelli che vorremmo dimenticare sono proprio quelli che andiamo a ricercare per ricordarci di esserci sentiti vivi.

FW: Com’è stato l’approccio per “NANANA” essendo la vostra prima collaborazione con un’etichetta? Che differenza c’è dal produrre tutto in casa?

Lavorare su “NANANA”, pur essendo la nostra prima collaborazione con un’etichetta, è stato relativamente semplice proprio per l’ambiente accogliente e stimolante che abbiamo trovato e, come detto prima, che abbiamo sempre sognato. La differenza principale dal produrre tutto in casa deriva dal fatto che ora siamo circondati da persone che, con la massima cura del dettaglio, riescono a rendere professionale ciò che continuiamo ad ideare in una cameretta, aggiungendo quella scintilla che non saremmo in grado di fornire da solo ai nostri lavori.

FW: Per concludere: qual è secondo voi il brano di un altro artista che potrebbe essere un perfetto prequel della vostra “NANANA”?

Rispondiamo barando un po’: il prequel di “NANANA” è il primo brano scritto dai Marmo Continuo (ovvero i Conse prima di scegliere questo nome) ed anch’esso parla di “ricordi” ma non ha ancora mai visto la luce. Chissà se un giorno succederà?

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