Feline Interviews: Sealow

Immaginate di prendere i classici ritmi in levare dominati da potenti bassi caraibici, mischiarli con un po’ di soul e concludere con abbondanti dosi di rap e cantautorato, cosa possiamo ottenere? La risposta è Sealow, artista romano classe 1993, all’anagrafe Simone Patti, che, cresciuto nel fertile ambiente musicale della capitale, ha perfezionato uno stile estremamente personale e libero da barriere, confermandolo anche nel suo nuovo singolo Baby Nuvole.

Nel pezzo Sealow mette in luce vivide immagini tipiche della quotidianità della sua generazione, tra sentimenti e incertezza, ma sempre con una vena ottimistica a fare da sfondo. Ciò emerge nettamente nell’inciso, aperto e solare, ben sostenuto da ritmi che toccano entrambe le sponde dell’Atlantico, tra influenze giamaicane e sudamericane, con un tocco di Afrobeat a completare l’insieme. 

L’attività artistica di Simone non si esaurisce però ai suoi brani, proseguendo in Astarbene.com, un portale online da lui fondato e dedicato alla diffusione del reggae, genere che lo ha influenzato in modo decisivo. Quest’ultimo è anche protagonista di un programma radiofonico da lui stesso condotto sulle frequenze dell’omonima Web Radio, per un’immersione totale nelle frequenze tropicali che, inevitabilmente, entrano prepotentemente nella sua musica. 

Per approfondire tutto ciò abbiamo fatto una chiacchierata ricca di spunti di riflessione con Sealow, ecco cosa ci ha raccontato.

Futura1993: Raccontaci un po’ qualche curiosità in più sulla genesi del pezzo, come hai lavorato in fase di scrittura e produzione?
Sealow: Per questo brano ho lavorato direttamente sulla produzione di GuIRIE, era già praticamente così la prima volta che l’ho sentita. Sono partito dal ritornello come faccio spesso per andare a scrivere poi le strofe.

F1993: Ci sono diversi riferimenti all’afrobeat, ma non solo, sono molte le ispirazioni alla base della canzone: quali sono stati gli ascolti che ti hanno maggiormente influenzato?
S: A livello di sonorità, questo brano è ispirato moltissimo a quello delle canzoni uscite in Nigeria negli ultimi 2-3 anni da artisti come Burna Boy, Rema, Mr Eazi e tanti altri. Spero di poter avvicinare il più possibile questo tipo di musica alla nostra. Quello che mi piace in particolare di questi suoni è la loro versatilità: belli da ballare ma anche “solo” da ascoltare.

F1993: Nel testo utilizzi immagini sognanti ed efficaci, in questi anni quanto si è evoluta la tua scrittura alla luce del nuovo panorama musicale italiano?
S: Tantissimo, e credo che si possa notare già da questo singolo, ma lascio a voi il compito di capire da che parte è stata l’evoluzione. Il panorama musicale italiano attualmente offre una grandissima quantità di ispirazione a chi è in grado di coglierla, l’efficacia e la bravura di questa nuova corrente di cantautori mi ha spinto a voler trovare la mia dimensione nella scrittura e nella melodia.

F1993: A proposito di quest’ultimo, tu sei un artista ibrido di difficile catalogazione, che rapporto hai con i tuoi colleghi? C’è qualcuno in particolare con cui ti piacerebbe collaborare?
S: Ci sono tante persone che devo ringraziare e che, purtroppo, non ho ancora avuto modo di conoscere. Allo stesso tempo ho tanti amici che sono diventati colleghi, loro sono stati la mia maggiore ispirazione, Vedevo in loro il processo interiore che li portava a dare il meglio della propria artisticità, in un determinato momento della loro vita, e questo mi hanno insegnato tanto. Un bravo musicista è come un bravo fotografo e ce ne sono davvero tanti in Italia in questo momento. Per affinità musicali, attualmente, Frah Quintale e Venerus sono quelli con cui mi piacerebbe di più collaborare!

F1993: Facciamo un piccolo passo indietro, qual è stato il tuo percorso e cosa ti ha spinto ad esperimenti artisticamente con la musica?
S: È stata letteralmente la passione e la voglia a farmi crescere con la musica. Sono partito a scuola a scrivere le prime cose (di cui per fortuna si è persa quasi ogni traccia). Mi piace dire che è stato un grosso impianto a volume sparato e tanta gente simile a me intorno a convincermi che dovevo dedicare la mia vita alla musica. In particolare l’impianto suonava, tra il 2008 ed il 2010 a Testaccio ed Ostiense, musica, prodotta per lo più in Giamaica, con bassi potenti. Da quel momento posso dire di non essermi mai fermato, lavorando sulla mia musica con tantissimi collaboratori, tra musicisti e producers negli anni, fino ad incontrare GuIRIE e realizzare questo primo disco, in uscita prossimamente per Macro Beats Records.

F1993: Inoltre, per molto tempo hai sostenuto il più possibile il reggae in Italia, anche grazie al portale Astarbene.com, che esperienze è per te? Ti piace la dimensione radiofonica?
S: Oltre ad essere una famiglia ed una fonte di ispirazione continua per me, Astarbene.com è un collettivo che esprime i veri valori della musica e dell’arte: l’aggregazione, l’abbattimento di barriere sociali, la voglia di fare qualcosa per alimentare il bello del mondo e nient’altro. Per quanto riguarda la dimensione radiofonica, è qualcosa che voglio assolutamente portare avanti. Mi piace selezionare la musica e condividerla, inoltre è un canale di comunicazione diretto con le persone che mi seguono a cadenza settimanale, fa bene alla salute.

F1993: Credi che in un’epoca maggiormente segnata dalla tecnologia le commistioni sonore possano permettere nuovi esperimenti come quelli da te intrapresi?
S: Credo che la discografia sia un grande discorso da portare avanti. Alla fine gli esperimenti li fanno le orecchie quindi questo discorso non finirà mai, qualsiasi siano i mezzi e le tecnologie a disposizione. Ci sono generi che sono stati inventati per la necessità di riciclare della musica faticosamente prodotta, tipo il Dub. Questo ci fa capire che tutto sta nella visione che ha un artista del proprio trafiletto in quel grande discorso da portare avanti. Per quanto mi riguarda ho cercato di fare proprio questo, realizzando un disco con sonorità che mi rappresentassero a livello artistico e con una scrittura che semplicemente dicesse la verità.

F1993: Quello in arrivo sarà il tuo album d’esordio, puoi svelarci qualcosa in più? Cosa ci dobbiamo aspettare?
S: Non vedo l’ora che esca. Il concept generale del disco è l’ibrido di cui parlavo prima: musica bella da ballare ma anche “solo” da ascoltare.

F1993: Quest’ultimo periodo non è stato facile per la musica, come lo hai vissuto? Che impatto pensi possa avere sulla musica nel prossimo periodo?
S: Artisticamente non l’ho vissuto male, ho scritto parecchio. Certo poi finisci di scrivere e ti rendi conto che non c’è modo di andare a suonare live, ma sono fiducioso. Devo esserlo e dobbiamo esserlo tutti. Sicuramente ci vorrà un po’ di tempo e questo sarà un problema, come hanno chiuso piccole attività stanno faticando anche artisti medio grandi. C’è una grande confusione sul nostro lavoro e sul tipo di guadagno che c’è sopra, è giusto che venga fatta informazione a riguardo, come sta succedendo in questi giorni. È innegabile però che questa crisi ha colpito tanti altri settori, bisogna, come tutti gli altri, cercare di risollevarsi.

F1993: Per salutarci vorrei chiederti una curiosità: il tuo immaginario è molto vasto, ci sono riferimenti artistici extra-musicali (film, libri, opere d’arte, ecc) che ti ispirano particolarmente e che ti andrebbe di condividere con noi?
S: In realtà ti direi di no, mi piace leggere libri che parlano di storie vere di artisti, biografie – un grande esempio che vi consiglio è “Soul to Soul” del maestro Alberto Castelli – ma non direi che ne traggo ispirazione, quella viene dalle persone.

Filippo Duò

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