“…Squérez?” dei Lùnapop non è solo nostalgia pop

Ci rendiamo conto che son passati ben vent’anni dall’uscita di “…Squérez?”, l’unico album rilasciato dai Lùnapop? Era il 30 novembre del 1999 e cinque adolescenti di Bologna andavano a conquistare il cuore delle ragazzine dell’Italia intera, trasformandosi poi in una leggenda nostalgica per quei giovani scalmanati ormai troppo cresciuti. C’è chi oggi lo apprezza ancora, altri lo lanciano nel cestino senza mezzi termini: ma “…Squérez?” è davvero un Signor disco?

La nostalgia gioca sempre brutti effetti: come quando guardiamo un cartone animato degli anni ’90 e, passati gli anni, lo riguardiamo accorgendoci che era proprio terribile. Invece con “…Squérez?” gioca in modo differente perché Cesare Cremonini è ancora in giro per la penisola con grandi successi e l’album è l’inno di una generazione che stava vivendo una transizione importante verso il nuovo Millennio; la leggendaria cassetta – che potrebbe quasi eguagliare le figurine introvabili di Volpi e Poggi – non la userebbe più nessuno anche perché, tanto, c’è Spotify a salvarci.

Ripensando ai tempi, c’era una boy band tutta italiana che bagnava le ragazzine? Assolutamente no e manco ne abbiamo viste prima. Al massimo, tempi dopo, arrivarono i Blue a lanciarci “A chi mi dice” perché l’orda femminile impazziva per tutti i gruppi di ragazzi gnocchi d’Oltremanica. I Lùnapop erano solo degli studenti a cui piaceva suonare in compagnia dopo la scuola e, proprio per questo, vennero soffocati dopo pochi anni, con i genitori che si focalizzarono sui compensi e i figli istigati al litigio.

Ecco che da qui parte la riflessione: ma c’è una realtà italiana così scanzonata che è riuscita a rimanere nella testa di tutti, non solo di quelli che hanno vissuto il momento ma anche di chi è venuto dopo? No, o meglio sì se rispondiamo proprio con i Lùnapop. Io avevo solo quattro anni in quel 1999, ma “50 Special” credo di conoscerla da sempre anche a causa di mia sorella e di mia cugina, quest’ultima già oltre alla decina; la storia può ripetersi anche con Un giorno migliore”, “Qualcosa di grande” e tutti i pezzoni estratti come singoli e rigirati sulle radio e al Festivalbar.

“…Squérez?” non è un lavoro perfetto, è una cosa riconosciuta da tutti, ma rispecchia ciò che erano i Lùnapop: la voglia di fare musica senza fregarsene troppo dei pareri altrui. Chi non ha fantasticato negli ultimi anni delle superiori con una chitarra in mano e una propria band a solcare la penisola il lungo e il largo? Loro ci sono riusciti praticamente per caso e non è un caso (appunto, ancora) che si siano sciolti come neve al sole; questo è un bene perché relega “…Squérez?” a prodotto immacolato da influenze commerciali e di marketing successive che avrebbero solo rovinato un bel ricordo. E poi non ce ne frega se “Un giorno migliore” è un plagio di “Better Day” degli Ocean Colour Scene e tutto l’album è ripreso dagli Oasis: ciò arricchisce l’idea di aver avuto davanti a un gruppo meramente pop ma straordinariamente normale.

Cos’è “…Squérez?”: un capolavoro o una merda? Fa sorridere sapere che “squérez” voglia dire proprio “merda” e che sia arrivato in cima alla classifica delle vendite. Alla fine siamo noi a dare valore alle cose, e “…Squérez?” non è sola pura nostalgia pop ma anche un ricordo di quando la musica commerciale, per quando schifo facesse, potesse lasciarci qualcosa di speciale.

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