Feline Meowth 10/2020: Simplicity

Ogni mese l’appuntamento con i 4 dischi più freschi (o quasi) in circolazione


Adrianne Lenker – songs

Genere: folk

Non smetterò mai di dirlo: nella musica molto spesso la chiave per il successo è la semplicità. Lo sa bene Adrianne Lenker, lead vocalist della band “Big Thief” che questa volta ha deciso di produrre un album da solista scegliendo come nome “songs”, una raccolta di brani composti solo dalla sua voce e da una chitarra acustica. Il risultato di tutto questo è semplicemente sbalorditivo, delicato e intimo al punto giusto. Un must listen su tutti i fronti.

Da ascoltare se: cercate della musica per accompagnare queste ormai fredde serate autunnali.

In love with: ingydar


Jean Dawson – Pixel Bath

Genere: indie pop

Jean Dawson ha talento: lo aveva già dimostrato con “Bad Sport”, lo conferma con il nuovo album “Pixel Bath”. Figlio della sempre più attuale generazione di giovani promesse ispirate da correnti hip hop sperimentali alla “Yeezus” di Kanye West, che si dimostra ancora una volta uno degli album più infulenti dell’ultima decade. Pur rimanendo ancora un po’ acerbo e certamente non per tutti i palati, il potenziale è davanti a tutti. Da segnalare anche una collaborazione nella seconda traccia “Triple Double” con A$AP Rocky.

Da ascoltare se: vi piacciono le voci e i bassi distorti.

In love with: Bruiseboy


clipping. – Visions of Bodies Being Burned

Genere: horrorcore

Se per qualsiasi motivo in questi anni non avete avuto modo di farvi rapire dal flow fuori dal mondo di Daveed Diggs, credo sia proprio arrivato il vostro momento. Il trio “clipping.” (di cui Diggs ne è il frontman) ha come obiettivo quello di incutere ansia e terrore all’ascoltatore che viene travolto da suoni distorti e frequenti rappate al limite della tachicardia. “Visions of Bodies Being Burned” è il seguito del già meraviglioso “There Existed an Addiction to Blood” dell’anno scorso e rimango basito nel vedere due album con così tanta qualità uscire dallo stesso artista in un lasso di tempo così ridotto. Il disco perfetto per Halloween, non c’è dubbio.

Da ascoltare se: non siete deboli di cuore.

In love with: Say the Name


Gorillaz – Song Machine, Season One : Strange Timez

Genere: synthpop

Il momento in cui ho saputo dell’uscita di un altro album di collaborazioni dei Gorillaz sulla falsa riga di quanto fatto in “Humanz” non stavo più nella mia pelle. Sono sempre stato cosciente di quanto Damon Albarn sia in grado di adeguarsi allo stile creativo di ogni singolo artista che ha avuto ospite, e la prima stagione (almeno questo dice il titolo dell’album) di questo “Song Machine” non fa altro che confermare quanto detto. Tra le collaborazioni troviamo nomi storici quali Robert Smith e Sir Elton John, ma anche astri nascenti e solide promesse come Slowthai e JPEGMAFIA. Ce n’è davvero per tutti i gusti.

Da ascoltare se: beh, vedete voi. Sono i Gorillaz.

In love with: Aries

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