Feline Week 10/2019: Old-Timers

Ogni giovedì l’appuntamento con i 4 dischi più freschi (o quasi) in circolazione


DJ Shadow – Our Pathetic Age

Genere: elettronic

Ormai sono lontani gli esordi con “Endtroducing…..”, ma va bene anche così: DJ Shadow torna dopo tre anni dal precedente “The Mountain Will Fall” e ci regala la perla bipolare “Our Pathetic Age”. Infatti, abbiamo nelle mani un doppio LP: la prima parte con ricche tracce strumentali e distopiche, la seconda una vera e propria tradizione hip hop con ricche collaborazioni (Run The Jewels, De La Soul e tantissimi altri). Come si fa a non amarlo, anche solo avendo visto la copertina di Paul Insect?

Da ascoltare se: soffrite di disturbo bipolare.

In love with: If I Died Today


alva noto, Ryuichi Sakamoto – TWO

Genere: experimental

Conosciamo tutti la magia che si crea quando Carsten Nicolai – o, meglio, alva noto – incontra Ryuichi Sakamoto, e “Vrioon” è lì a testimoniarlo. Stavolta tocca a “TWO”, che attinge dal live all’Opera House di Sidney, la tappa finale di una serie di eventi e qui ben documentata. Non è un ascolto per tutti, ma sicuramente cattura.

Da ascoltare se: avete due ore di tempo da dedicarvi a voi stessi.

In love with: Monomom – Live


Tindersticks – No Treasure But Hope

Genere: chamber pop

Registrato in soli cinque giorni, “No Treasure But Hope” è il nuovo album dei Tindersticks. In realtà non c’è troppo da dire, anche perché si confermano solidissimi e leggiadri, soprattutto Stuart Staples che sa ben dosare la propria voce. Un lavoro curato sebbene possa sembrare a primo impatto frettoloso.

Da ascoltare se: cercate una bella fotocopia di Nick Cave & The Bad Seeds.

In love with: The Amputees


Madeon – Good Faith

Genere: french house

Vi ricordate quel 17enne francese che era diventato famoso per alcuni singoli di successo e per alcuni remix (tipo “Raise Your Weapon” di deadmau5, “The Island” dei Pendulum o quella porcata di “Song 2” dei Blur) il cui tocco era riconoscibilissimo? Bene, Madeon è ormai cresciuto, ha 25 anni e pure la barba, ma non è riuscito a scrollarsi di dosso il passato; insomma, è rimasto ancora indietro e “Good Faith”, sebbene possa sembrare una buona opera pop, delude le aspettative. Almeno un ascolto se lo merita.

Da ascoltare se: volete fare i fighi proponendo musica commerciale un po’ meno banale.

In love with: All My Friends

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