Arco // MEOWING HYPE

La musica è bella perché è varia. Frase banale, eppure di generi diversi ne esistono a tonnellate, figuratevi gli artisti. Però è sicuramente difficile ascoltare qualcosa di particolare, così difficile da catalogare che, alla fine, ti arrendi solamente a farti cullare da suoni stordenti, atmosfere sognanti e testi da raccontastorie: questo è, in sintesi, quello che potreste trovare nel primo album di Arco, in uscita questo venerdì 23 ottobre per Ammiratore Omonimo Records.

Ma chi è questo Arco? Potrei dirvelo prendendo qualche info dalla sua biografia, però lascio spazio alle parole di Simone Lanari (Ask The White, per chi non ricordasse) che mi ha scritto: «Andrea Guerrini è un caro amico, abbiamo suonato insieme in Walden Waltz e Moondrive, e l’ho sempre ritenuto un grande poeta contemporaneo e un grande musicista. Scoprii i suoi brani in italiano quando un amico comune lo costrinse a farmi ascoltare la demo Nekapablo. Mi piacque così tanto che dall’entusiasmo lo imbarazzai e se ne andò senza dire una parola».

Insomma, Andrea è un polistrumentista autodidatta che sa assolutamente il fatto suo e non si può non notarlo all’ascolto di questo suo primo lavoro omonimo sotto lo pseudonimo di Arco: partiamo con “Parassiti” che cambia ben quattro volte atmosfera, seguendo il racconto che viene cantato-narrato; “Dinero” prende una direzione nettamente più oscura con un’atmosfera che – non so perché – mi ha ricordato il medioevo; “Amarea” e “Polarità” continuano lo stesso filo di raccontastorie che s’infonde con sonorità sperimentali.

Il punto più interessante è quando si giunge al trio de “La Strada”, divisa in tre parti: la prima pare avvicinarsi alla dark wave, tra dormiveglia e disagio, per poi cambiare in un cantautorato tipico di grandi artisti come Franco Battiato, senza però dimenticare che prosegue il percorso dell’intero disco.

«Arco è un viaggio in un mondo che diviene allegoria del pensiero e in cui si svelano le sue aberrazioni:

  • Io e gli altri, un cerchio che contiene tutte le contraddizioni. La mostruosità degli altri, identica alla nostra. (“Parassiti”)
  • L’Io e le strutture immobili della società, schemi di potere rigidi e malfunzionanti, fondati sul principio di divide et impera che porta a dimenticare ciò che in origine accomuna. (“Dinero”)
  • L’apocalisse, dettata dall’idea di essere il centro del mondo. È il mondo ad essere sconvolto o è l’uomo ad esserlo, attribuendo al mondo caratteristiche umane, desideri di vendetta e punizione? (“Amarea”)
  • La soluzione è offerta su un piatto: il cambiamento è in arrivo. Ma se le premesse sono quelle che ci hanno portato fin qua, l’offerta di un cambiamento non può che essere l’ennesima moneta falsa. Unica speranza, il non credere a chi dice di avere ragione e di sapere come andranno le cose. Dubitare e cercare sempre. (“Polarità”)
  • Il cerchio si chiude attorno all’Io e sé stesso, si tocca il fondo del mare e si rimbalza su verso la superficie. La liberazione è un semplice passo di lato, uno scivolare, una risata che trascina con sé. (“La Strada pt. 1, 2, 3”)»

Quello che colpisce in tutto è l’incredibile mix di suoni, odori, stili, tecniche, pronti a metterci in discussione e a vivere un’esperienza unica. Difficile fermarsi a un solo play, con la voglia di riavvolgere il nastro per poter approfondire non solo “Arco” ma anche la nostra personalità. Una poesia dedicata a tutti noi, che vogliamo continuare a sentire mentre ci troviamo pensanti sotto un albero che perde le proprie foglie in autunno. Ed è il periodo giusto per farlo.


“Arco” sarà disponibile da questo venerdì 23 ottobre per Ammiratore Omonimo Records. Segui Arco su Bandcamp e SoundCloud.

More from Luca Basso

Chef Joe: ascolta il nuovo singolo “Avenida Brasil”

“Avenida Brasil“ è il nuovo singolo di Chef Joe disponibile da lunedì 25 febbraio su...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *