Beat Degeneration // MEOWING HYPE

Raffaella Carrà diceva che è bello far l’amore da Trieste in giù, e noi aggiungiamo che da lì è bello portare la propria musica in giro per il mondo. Non scherziamo mica, perché i Beat Degeneration sono dislocati tra Berlino e Londra, ma il cuore è solidamente italiano seppur mascherato da una passione per le sonorità british.

Guido Giorgi lanciò nel 2016 un nuovo progetto, i Beat Degeneration appunto, e pubblicò il primo album “Dream Machine”, interamente scritto, prodotto e registrato da lui. La vera svolta è con l’arrivo di Piero Pecchi al basso e da Diego dal Bon alla batteria per lavorare su “Searching for Some Heaven”, il secondo LP che li ha portati a una forte maturazione nelle loro sonorità – tra l’altro tutto fatto sull’isola di Lussino, in Croazia.

Se all’ascolto in studio sembrano essere tranquilli e direzionati al brit pop/indie rock, la vera bellezza è ascoltarli e viverli dal vivo, con Riccardo Pecchi che si è impossessato del basso e trasferendo Piero alla batteria. Una festa che potrebbe continuare anche all’alba, con una carica emotiva che ti prende fin da subito e che, comunque, ti coccola dolcemente allo stesso tempo. Piccole perle come “Sunny Day”, “Feet in the Sand”, “I Love You Sweetly” e l’incredibile “Jamie is Gone” sanno spaziare tra mille atmosfere, dalle più calme a quelle più ritmate.

Un lungo tour li ha portati a gennaio in Messico, poi in giro per l’Italia fino a concludere il tutto in Svizzera. Da aggiungere anche alcune tappe passate in Germania, Regno Unito e in Europa, ma forse stiamo parlando troppo: è meglio sintonizzarsi sull’ascolto. E ricordatevi: “now Jamie is gone”!

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