Ask The White // MEOWING HYPE

Raccontare la fragilità dell’essere umano non è sempre qualcosa si facile e scontato all’interno della musica, campo perfetto per esprimere le insicurezze, i dubbi e le incertezze che abbiamo nella nostra vita. Molti artisti ci hanno provato – Shlohmo con le sue cupe tracce elettroniche o la voce calda e profonda di Bon Iver per fare due esempi molto alla larga –, ma qui in Italia pochi hanno voluto affrontare appieno il tema.

In realtà basta poco: una chitarra, sound elettronico e due voci così opposte da attrarsi reciprocamente. “Sum and subtraction” è il primo album del progetto Ask The White, composto dalla cantautrice Isobel Blank e dal produttore Simone Lanari, che mescola con arte e delicatezza la dolcezza delle 12 corde con effetti taglienti e frammentati.

La voce di Isobel risulta vibrante e, a volte, incerta, proprio per giocare con l’ascoltatore e con l’altra voce di Simone, che l’accompagna in un viaggio fatto di sensi, emozioni e paure. Già dalla prima traccia “You, cloud” si evince dove andrà a destreggiarsi tutto LP: un lungo racconto fatto di un suono in continua evoluzione e mai statico, composto da testi poetici e brevi che ci fanno sognare – e riflettere – con gli occhi aperti.

You wake up and you’re so glad
I wake up and I’m so sad to wake up

Ma basta parlare. Forse è meglio lasciare a loro raccontarci la loro musica, la loro passione.

Feline Wood: Iniziamo dal principio: come vi siete conosciuti? Perché avete deciso di creare il progetto Ask The White?

Isobel: Ci siamo conosciuti con la nascita di Ant Lion. Stefano Santoni, in veste di produttore e bassista in quella formazione, ha chiamato me e Simone per assemblare questa anomala entità multiforme che è diventata la formicaleone, con l’entrata di Alberto Tirabosco, scovato invece da Simone, il quadro si è completato. La nascita di Ask The White è stata quanto di più naturale potesse accadere, abbiamo semplicemente assecondato la voglia di creare qualcosa insieme a partire dalle nostre individualità creative, poiché sia io che Simone avevamo un background anche come cantautori/compositori.

Simone: Ci tengo particolarmente a ringraziare Stefano: prima di tutto perché mi ha dato una bella spinta a finalizzare e divulgare il disco Walden Waltz, poi per avermi coinvolto in Sycamore Age e Ant Lion, e infine perché grazie a lui ho conosciuto Isobel. Mi ha insegnato molto.

FW: La particolarità delle vostre canzoni è la voce delicata e vibrante di Isobel e la pizzicante chitarra e il sound magnetico di Simone. Quanto è veramente difficile unire due elementi così a sé stanti fra di loro?

Isobel: Intanto una precisazione necessaria, entrambi suoniamo la chitarra in fingerpicking in quasi tutti i pezzi del disco (io la classica, Simone la 12 corde). L’unione di chitarre e voci è da sempre una delle caratteristiche della tradizione folk, in cui il nostro lavoro sicuramente affonda le radici. L’armonizzazione di più voci unitamente all’arrangiamento ibrido, con campionamenti di strumenti suonati, rielaborazioni sintetiche, per giungere in alcuni casi fino ai confini dell’elettroacustica, credo siano ciò che delinea la particolarità di questo disco.

FW: “Sum and subtraction” è il vostro primo album e uscirà il prossimo 12 ottobre e lo avete già anticipato con “The battle of the happy claustorms on two strings”. Com’è stato il lavoro in studio e, soprattutto, la parte dei testi, così sognanti quanto riflessivi?

Isobel: Per quanto riguarda i testi, rispecchiano il mio tentativo di tradurre immagini in parola. Nascono sempre dall’esigenza di abbinare un segno concreto a ciò che di volta in volta mi suggeriscono la dimensione onirica, complesse elucubrazioni sensoriali o semplici esperienze emotive. Per questo probabilmente lasciano il gusto di una sospensione, un ponte tra reale e surreale, quell’ambito di confine in cui mi sento sempre a casa.

Simone: Per quello che riguarda il lavoro in studio, pensa che abbiamo registrato il disco interamente nel salotto di casa. La dimensione domestica ci ha sicuramente influenzato: abbiamo ricercato l’essenzialità.

FW: Quello che mi ha colpito è il totale controllo della vostra produzione artistica, tra cui video e foto. Cosa vuol dire per un artista dover gestire tutto e non affidarsi troppo agli altri?

Isobel: Nel mio caso sono abituata ad occuparmi di ogni singolo aspetto anche per mio lavoro nell’arte contemporanea, senza assistenti, addetti all’editing, post-produzione, cameraman, attori. Anche nella musica è esattamente lo stesso, diciamo che si cerca di fare di necessità virtù, per questioni di semplicità, rapidità e senza dubbio anche per ragioni di budget. La fatica è ovviamente moltiplicata all’ennesima potenza, ma anche le soddisfazioni e la gioia che derivano dal portare a termine un lavoro senza contare su nessun altro che se stessi. Sicuramente occuparsi di produzione, ufficio stampa, booking e promozione per l’uscita di un disco è un’attività pressoché totalizzante, se la si pensa in aggiunta al nucleo, cioè la parte creativa. Tutto questo contribuisce senz’altro alla crescita delle competenze individuali, e ad alzare continuamente l’asticella. Prenderei in prestito una sintesi esplicativa della mentalità che sta dietro a questo modus operandi, un motto di vonneumann, che con la loro label AOR stanno facendo uscire l’album in Italia e ci stanno dando un enorme aiuto e supporto: “tutto, sempre, senza requie”.

F: La costruzione dei vostri brani è sempre in crescendo, dal calmo fino al – passatemi il termine – confusionario, ma comunque mantenendo una certa irregolarità, e questo lo noto anche in “The battle of the happy claustorms on two strings”. È ciò che volete raccontarci con l’album?

Isobel: L’album parla di somma e sottrazione, di aggiunta e privazione, quindi anche di essenza e superficie, forma. Parla di bianco come assenza e al contempo somma, di colori. Elementi attraverso i quali si può narrare di punti estremi o opposti fra loro. Di sicuro quindi, se nell’ascolto si rilevano strutture che portano dall’incipit scarno verso una sorta di opulenza sonora, potremmo farlo rientrare in questa logica. In realtà credo si possa anche notare una certa circolarità nella struttura del disco, basti solo pensare a “Known”, voce cruda come chiusura dell’album, fine o nuovo inizio.

F: Andando avanti con l’ascolto di “Sum and subtraction” mi vengono in mente gruppi come alt-J, Animal Collective, Tame Impala o altri gruppi molto sperimentali, oltre a Bologna Violenta. Quali sono le vostre influenze?

Simone: Devo dire che, di tutti i nomi che hai citato, quello di Bologna Violenta mi ha veramente sorpreso! Nicola, che conosco da tempo, ha apprezzato molto il disco, ma credo che sarebbe stupito quanto me del tuo paragone. Comunque spero ne possa essere felice, è un accostamento davvero audace! Di fatto ascoltiamo tantissima musica, di ogni genere e tempo e le nostre influenze sono molteplici. Per quello che riguarda “Sum and subtraction” il nostro è stato un lavoro molto intimo e non avevamo in mente dei riferimenti precisi quando abbiamo cominciato, abbiamo semplicemente assecondato le nostre necessità del momento. Ovviamente, tra una registrazione e un’altra, alcuni dischi li abbiamo ascoltati più spesso di altri, penso al “Rock Bottom” di Robert Wyatt o al doppio “Learn To Talk / The Country of Blinds” degli Skeleton Crew. Il “rock da camera” di “Music for Egon Schiele” (Rachel’s), ma anche l’elettroacustica del “Vox Cycle” di Trevor Wishart…

F: Avete in progetto di portare in tour il vostro album?

Isobel: Certo, il disco esce il 12 ottobre per l’etichetta di vonneumann, AOR. Attualmente c’è il pre-order sul nostro Bandcamp e, in occasione della data d’uscita del disco, ci sarà il release party alla Darsena di Castiglione del Lago (PG), ma abbiamo già fissato alcune date al centro-nord e molte altre sono in fase di conferma.

Se volete seguire tutti gli aggiornamenti degli Ask The White e avere maggiori informazioni, vi consigliamo la loro pagina Facebook, il loro sito e Bandcamp. Qui sotto trovate le loro date del tour:

  • 12 ottobre @ Darsena Live Music – RELEASE PARTY, Castiglion del lago (PG)
  • 26 ottobre @ Wip, Terranuova Bracciolini (AR)
  • 9 novembre @ Camelot, Prato
  • 10 novembre @ Bottega Roots, Colle Val d’ Elsa (SI)
  • 11 novembre @ RIEN21, Firenze
  • 20 novembre @ Lab, Torino
  • 21 novembre @ Out Stack – House Concert, Cuneo
  • 24 novembre @ Caseificio La Rosa w/vonneumann, Poviglio (RE)
  • 25 novembre @ Circolo Arci Chinaski, Sermide (MN)

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