Iosonouncane ed otto remix di Stormi, per otto nuove prospettive

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È ormai da tempo che Jacopo Incani si è incuneato con merito e dedizione all’interno delle nostre librerie musicali, digitali e non. Il sardo Jacopo, ai più conosciuto come Iosonouncane, viene da un minuscolo paese della costa meridionale dell’isola, Bugerru, sul Canale Malfidano. Un territorio pieno di spiagge e calette, rinomato perché florido di miniere.

Un territorio frastagliato e discontinuo, mai banale ed in continua, naturale trasformazione. Come lo stesso Jacopo. Gli ci sono voluti più di quattro anni per dare seguito al suo primo disco, La Macarena Su Roma (Trovarobato, 2010). Un’opera di debutto ardita e coraggiosa, una descrizione della società contemporanea italiana senza peli sulla lingua ma con estrema ironia che gli è valsa la candidatura per il Premio Tenco 2011 e la vittoria del premio Fuori Dal Mucchio dello stesso anno.

Jacopo, professionalmente, ha lavorato tanto fra il primo ed il secondo album, ma allo stesso tempo è riuscito a tirarsi fuori dal logorio della vita moderna per tornare alla sua terra, al suo sole, alla sua famiglia in Sardegna. Come da lui più volte dichiarato, il rinnovato contatto con quel lato di sé stesso gli ha permesso di mettere a fuoco il lavoro già in potenza formatosi. DIE esce per la stessa casa di produzione nel 2015, e impressiona tutto l’ambiente per le nuove sensazioni che riesce a trasmettere.

Oltre che le fini orchestrazioni e le nuove attitudini sonore, oltre la storicità sia melodica che armonica che narrativa, oltre la complicata e rinnovata poetica nei testi, Iosonouncane conserva in DIE i suoi lati più esistenziali, già intimi e personali, che come le onde, si rompono veementi contro la quotidianità dei suoi giorni, che lo vedono comunque uno fra i tanti all’interno di un contesto sociale e storico.

Jacopo torna a sé stesso ma non si tira indietro, non rinnega mai la modernità e resta con precisione a passo coi tempi, per salvaguardarsi e per creare novità dalla sua genialità, in una parola sola: musica.

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Artwork (Amedeo Perri)

 

È la creatività che tiene in piedi il nostro mondo, che spesso si concretizza semplicemente attraverso l’interesse di scoprire in che modo persone, luoghi, canzoni che abbiamo sempre conosciuto in un modo possono esprimersi se riscoperte, rivisitate. È proprio ciò che ha fatto Jacopo con Stormi. Ed è proprio per il piacere della riscoperta che uno dei pezzi più belli (difficile a dirsi, DIE è una meraviglia in ogni momento del suo ascolto) e immaginifici dell’album vengono offerti dal suo creatore nelle altrettanto geniali mani di otto fra i più talentuosi producer italiani per essere ripreso e rinnovato (Fra gli altri: Godblesscomputers, Go Dugong, Yakamoto Kotzuga).

Otto versioni della stessa canzoni, otto momenti identici ma osservati in diversi momenti della giornata, con diverse luci e diversi occhi. Perché spesso ci ritroveremo a guardare le stesse persone nella stessa stanza, lo stesso panorama dalla stessa collina, lo stesso muro dallo stesso divano. Sta a noi ogni volta cambiare prospettiva, per stupirci ogni volta della moltitudine di facce che la realtà può assumere. Ognuna più bella della precedente.

Meridionale trapiantato al nord e studente di psicologia in quel di Padova. Osservo con attenzione, passeggio ed amo l’inverno. Ascolto e giudico senza saper suonare nemmeno il campanello, quindi prendetemi sul serio nella giusta misura.

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