5 anime cult da vedere oltre a Neon Genesis Evangelion

È già passata più di una settimana da quando Netflix ha annunciato l’approdo di “Neon Genesis Evangelion” sulla propria piattaforma. Una baraonda generale fatta di nostalgici e appassionati ha festeggiato tale avvenimento, ma per coloro che non sanno cosa sia è sembrata una cosa da poco. Invece, l’anime giapponese uscito a metà degli anni ’90 ebbe un ruolo importante per la rinascita creativa e tecnica delle opere d’animazione create in Giappone, divenendo un vero e proprio fenomeno pop e culturale anche al di fuori della terra nipponica.

A primo impatto può sembrare una storia banale e fatta di robottoni che si picchiano, ma nasconde un lato fatto di psicologia e drammaticità. Non è qualcosa di così semplice da affrontare per un neofita e, proprio per questo, siamo qui per proporvi altri cinque anime cult da vedere prima di immergersi a capofitto in “Neon Genesis Evangelion”.

1. Cowboy Bepop

Prodotto sul finire degli anni ’90 dallo studio Sunrise, “Cowboy Bepop” è un’altra grande opera conosciuta in tutto il mondo e considerato uno dei migliori anime di sempre, affiancato spesso a “Neon Genesis Evangelion” e che avrà una sua live action proprio su Netflix. L’ambientazione futuristica fatta di gate, viaggi interstellari e pianeti del sistema solare mischiati ad elementi retrò come i cowboy ed elementi di quegli anni è solo uno dei tanti motivi per innamorarsi di tale serie. Il carismatico e divertente Spike Spiegel, un cacciatore di taglie – è un protagonista che potrebbe reggere sulle sue spalle tutto l’anime, ma ciò che sorprende ancor di più sono gli altri co-protagonisti Jet Black, ex investigatore e anch’egli cacciatore, l’affascinante Faye Valentine, dal passato oscuro, e la spensierata Ed. Le storie sono condite di umorismo ma anche di forte drammaticità, che più volte ci faranno riflettere nel prosieguo degli episodi.

2. Paranoia Agent

Sebbene non sia un capolavoro e con qualche difetto qua e là, “Paranoia Agent” è una delle opere create dal compianto Satoshi Kon (“Perfect Blue” e “Paprika”, copiato da un certo Christopher Nolan per “Inception”) per lo studio Madhouse nel 2004. Un thriller ambientato nell’attuale Tokyo dove uno squilibrato dotato di mazza da baseball e pattini a rotelle – ispirato al killer bambino Sakakibara realmente esistito – colpisce diverse vittime, in un mix di drammaticità, sociologia e misticità. Lo “Shōnen Bat” – così chiamato – viene inseguito dai detective Keiichi Ikari e Mitsuhiro Maniwa, dopo la prima aggressione su Tsukiko Sagi, protagonista della serie. Meglio non spoilerare nulla, anche perché i 13 episodi conducono a un finale che nessuno mai penserebbe.

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