5 motivi per avere Amazon Prime Video

In questi giorni mi sono accorto che il mio Amazon Prime scadrà a novembre e il prezzo è decisamente aumentato rispetto allo scorso anno. Acquistando un sacco di cose, la spedizione gratuita e rapida è certamente un vantaggio, ma dover sborsare più soldi per questo servizio mi storce un po’ il naso. Eppure, parlando anche con amici e colleghi di lavoro che hanno Prime, dimentichiamo che esiste Prime Video, il catalogo di serie TV e film incluso proprio nell’abbonamento annuale. Molti lo snobbano perché esiste Netflix, ma essendo povero – anche nel condividerlo con altre tre persone – non ho mai avuto il privilegio di averlo in contemporanea con il mio abbonamento di Amazon Prime e, forse, è un bene data l’ottima qualità del catalogo. Perché dunque è meglio Prime Video che Netflix? Vi do cinque motivi tradotti in serie originali – escluso The Grand Tour, che palle! – per cui bisogna avere il servizio streaming del negozio on-line di palloncini colorati e costumi di carnevale low-cost.

1) The Man in the High Castle

Oltre al già citato The Grand Tour dell’ex trio di Top Gear, la punta di diamante su cui Amazon punta molto in Prime Video è The Man in the High Castle, incentrata sulla distopia della vittoria della Germania nazista nella Seconda Guerra Mondiale. Basata sul romanzo di Philip K. Dick La svastica sul sole del 1962, la serie è ambientata sulla costa est degli Stati Uniti ormai sotto il controllo del Giappone, gli Stati Giapponesi del Pacifico, la cui protagonista Juliana Crain è invischiata di colpo in un gruppo che vuole soverchiare il dominio straniero e che cerca il famoso Uomo dell’Alto Castello – suona male in italiano, vero? – che nessuno conosce e la cui località di residenza è ignota. Ovviamente non posso mancare i nostri antagonisti nazisti, guidati dall’Obergruppenführer John Smith che, al comando del Grande Reich Nazista a ovest, cerca di sgominare i piani della Resistenza. Una serie non troppo eccezionale, ma che sa ben miscelare le giuste dosi di attesa, di thriller e di spionaggio, conquistando un buon pubblico e pronta per una terza e quarta stagione.

2) Red Oaks

Quanto è ritornata di moda la nostalgia degli anni ’80? Lo possiamo notare nelle produzioni musicali, nella moda e in molti altri campi; ovviamente non è esclusa la televisione e Red Oaks è un chiaro esempio di contenitore per quegli adulti che si aggirano sulla sessantina che vivevano nella spensieratezza, tra qualche canna e colori sgargianti. Eppure Red Oaks non è così banale perché sa raccontare al meglio l’evoluzione che stava vivendo gli Stati Uniti in quegli anni, attraverso David Myers e i ragazzi che lavorano al Red Oaks Country Club. Il nostro percorso di vita ha sempre un mutamento e non possiamo vivere perennemente nelle nostre sicurezze, dovendo affrontare le diverse difficoltà che ci vengono incontro. Anche David, il nostro protagonista, si ritrova in un periodo incerto, ma riuscendo poi a prendere posizione e ad affrontarlo, lasciando per sempre i campi da tennis del Red Oaks.

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