Aiello – Ex Voto

7 Mariarita Colicchio
7

Ero a casa di una mia amica, la prima volta che ho sentito parlare di Aiello. Era partita per caso “Arsenico”, il primo singolo, e ci eravamo fermati tutti ad ascoltarla. Era stata una rivelazione, da quel giorno non è più uscita dalle playlist.

Arsenico è stato uno di quei classici casi in cui senti di aver trovato un tesoro e rimani incerto a capire se voler condividere questo privilegio o tenerlo solo per te. E poi, piano piano, ci si accorge che, come tutte le cose che meritano la luce, tutti si accorgono della grandezza e così nel tempo di un battito di ciglia quel brano era ovunque.

La stessa sorte è toccata al suo secondo singolo “La mia Ultima storia”. Una canzone d’amore di un amore finito, con le cose che si raccolgono e quelle che si lasciano quando qualcosa arriva al suo termine.

Dopo aver ascoltato questi due pezzi d’amore, scritti e cantati come se ci si stesse consegnando il segreto più puro e pericoloso che si possiede, non nego che io avessi davvero timore di ascoltare l’album, Ex Voto”, uscito il 27 settembre, dopo aver annunciato due date (a Milano e Roma, la prima già sold out).

La paura era quella di non ritrovare, nella complessità di un album, la grazia e la forza che apparivano evidenti nei due singoli. Capita spesso, nella musica, che delle singole canzoni tirino talmente su l’asticella che il primo nemico del progetto diventa il progetto stesso.

È dunque innegabile che l’approccio ad “Ex Voto” sia stato, almeno per quello che ci riguarda, cauto.

Quello che ci regala Aiello è, invece, assolutamente in linea con i due brani: un album studiato e intelligente, prettamente pop e che non cerca in alcun modo di celare questa sua tendenza. Negli ultimi anni, infatti, sembrava quasi che fare musica pop fosse una colpa, che la ricerca di qualcosa più “ di nicchia” rendesse automaticamente migliore il prodotto. Aiello si discosta nettamente da questa abitudine, creando un contenuto pop nei sound e nei testi.

ExVoto è un album che parla, sostanzialmente, di amore, in tutte le sue sfaccettature, con una certa predilezione verso la i sentimenti della fine, quelli più amari e cattivi.

I nove brani che compongono l’album sono, infatti, una narrazione lunga e spezzettata che getta luce ora sull’autore stesso ora sulla sua storia d’amore.

Oltre alle sopracitate, infatti, merita una nota di merito “Sushi”, che vanta una collaborazione con Tormento, che rappresenta il brano più sensuale dell’album, a tratti erotico. Risultato sicuramente raggiunto anche grazie alla carica di profondità delle due voci.

Da inserire subito nelle playlists c’è anche “La doccia del 25”, il primo brano dell’album a staccarsi nettamente dal genere delle ballads, per diventare un pezzo sicuramente più ballabile, con un ritornello che entra, a gran diritto, in quelli che continueremo a cantare a squarciagola per i prossimi mesi!

È un album, quello che Aiello ci ha consegnato, in cui non si avverte tanto la necessità di uscire quanto la cura del dettaglio, l’attenzione alle virgole.

Se tuttavia le prime due canzoni ci avevano fatti innamorare al primo istante, per digerire davvero l’album abbiamo bisogno di qualche ascolto in più, poi ci ritroveremo a canticchiare in maniera disattenta qualche strofa, qualche ritornello. Perché in nove canzoni (a dire la verità otto, dato che l’ultimo brano non è che un insieme di demo e note vocali), che non sono tante ma nemmeno poche, Aiello racconta stracci di quotidianità, senza fronzoli, solo talvolta cade nelle metafore pret a porter del lessico amoroso contemporaneo.

“Ex Voto” è un album pop che parla d’amore, una ricetta collaudata e ottima, che funziona sempre. Ma nonostante sia un album pop che parla d’amore, ha quel qualcosa che lo rende particolare, che lo porta una spanna sopra (quasi) tutto il new pop che ci è stato rifilato negli ultimi anni. Perché Aiello del pop ha preso la capacità di comunicare alle grandi masse, sotto i palchi, possiamo scommetterci, vedremo dalle quindicenni agli adulti, e delle canzoni d’amore ha recuperato tutta la potenza espressiva.

Insomma, quello di Aiello non è un album innovativo in nulla, né nei temi, né nei suoni e forse nemmeno troppo nella sua musica, ma l’impressione che ci dà è quella di non aver mai ascoltato nulla di simile, che, talvolta, la sua voce si divida in più voci.

Per concludere verrebbe quasi da dire che “Ex Voto” lascia soddisfatti a metà, perché arriva dove deve arrivare ma lo fa attraverso la strada più semplice, quella che sapevamo avrebbe percorso e in un periodo in cui siamo inondati di musica abbiamo bisogno dell’eccellenza.

La nota positiva, che c’è e non è piccola, è che siamo sicuri che questo album avrà la forza di aprire un sipario su quello che sarà un nuovo volto forte del pop italiano.


Di Mariarita Colicchio

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