BROCKHAMPTON – Iridescence

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Il fascino dei BROCKHAMPTON è ovvio, scontato. È qualcosa che tutti noi desideriamo veramente: un gruppo eterogeneo di amici che condividono idee, che si uniscono per creare musica straordinaria e, soprattutto, divertirsi. Il divertimento è mutato in qualcosa di serio quando i BROCKHAMPTON sono diventati una macchina da record, sfornando ben tre album, The Saturation Trilogy, nel giro di pochi mesi. I brani mostravano la loro impressionante capacità di canalizzare l’esuberanza giovanile e il pensiero di un raffinato cielo blu in tracce hip-hop pesanti e marcate.

A detta degli stessi l’estate del 2018 è stato il periodo più buio e lungo di tutta la loro carriera. Il nome della band è stato cambiato, le tracce sono state demolite, c’è stato un blackout sociale e quasi una rottura – tutto il risultato diretto delle accuse di cattiva condotta sessuale verso la fondatrice e ora ex-membro, Ameer Van. Le rivelazioni erano diventate il motivo di rottura del nucleo del gruppo ed è stato necessario un viaggio a Kauai per riformulare il modo in cui tornare da quel terribile incubo.

Alla fine dei giochi i BROCKHAMPTON sono rinati, ricostruiti, hanno incanalato la loro tristezza nell’espressione musicale passandoci attraverso, per arrivare al capolinea e creare il nuovo album. Iridescence è la più grande prova musicale effettuata finora. Per la prima volta, c’è un vero livello di aspettativa da parte del collettivo. L’accumulo dei loro successi nell’ultimo anno, la firma di RCA, le trasmissioni radiofoniche, la performance di Fallon, l’album in ritardo, il cambio di titolo (e ancora e ancora) hanno alimentato l’attesa. Mentre ci sedevamo, pregando per la nuova musica, i BROCKHAMPTON si trovavano ad Abbey Road, cercando di riportare il loro processo creativo alla visione originale: fare musica con i compagni.

I’ve gotta get that bag / it’s a thug life

Un’ album che è decisamente negli schemi dei precedenti: vogliono scrivere qualcosa che parli di loro, in cui gli ascoltatori si possano ritrovare. Vogliono farti arrabbiare, urlare contro tutti quelli che non credono in te e che non hanno creduto in te, ma vogliono anche farti sentire al sicuro quando c’è bisogno. Vogliono che quello che scrivono e producono sia il più autentico possibile, non vogliono far esistere barriere tra loro e gli ascoltatori.

Ogni canzone è più che imprevedibile nella sua forma e nella sua direzione. Gira e rigira guidato dall’emozione e aiutato dai diversi talenti dei sei frontman. Kevin Abstract è stato così spesso la mente, ma su Iridescence, non c’è affidamento su un singolo membro per essere al centro della scena e, a sua volta, alcuni che erano inclini a soffermarsi nell’ombra sono scoppiati alla ribalta. Più lo ascolti, più lo ritieni complesso, più noti e sottolinei. Più ascolti, più ti rendi conto di come questa sarà la base per il futuro dei BROCKHAMPTON.

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