Bruno Belissimo – Stargate

7.5 Luca Basso
7.5

Non credo servano presentazioni per Bruno Belissimo, artista italo-canadese che ha conquistato i nostri cuori con “Ghetto Falsetto” lo scorso anno; un album eccezionale basato sul funk e sull’italo-disco, riportata in auge e non in maniera banale, mescolandola con elementi comici (o ironici).

Così, dopo quasi 12 mesi, ecco che atterra sulla nostra Terra “Stargate”, un mixtape di una mezz’ora scarsa che ci terrà le orecchie incollate alle cuffie – o alle casse, scegliete voi –, facendoci ballare e divertire con tanta semplicità, proprio perché è la semplicità ad essere protagonista in questo lavoro. Bruno ci porta a scoprire i vari elementi della sua musica preferita, che vengono analizzati traccia per traccia: “Stargate” e la synthwave alla Kavinsky; il soul notturno di “Bermuda Triangle” con qualche elemento “vaporwave”; “Latin Lover” e i forti elementi electro; la goliardica Saint Tropez – uno dei migliori pezzi – che accosta San Marino alla località francese; la disco music di “Cortina Express” e, per finire, la bellissima “Belissimo” che ci riporta nello spazio.

È proprio questo l’obiettivo di Bruno Belissimo: non raccogliere alla bell’e meglio dei brani per fare una semplice raccolta, ma un vero e proprio viaggio in quel sound retro e inconfondibile, che spazia dalla sci-fi anni ’80 alla visione futuristica della musica. Il mixtape è un raccoglitore di foto nostalgiche, ma con un occhio verso quello che verrà, felice del proprio passato e del meraviglioso avvenire.

“Stargate” è stato concepito come una trentina di minuti di audio più che come una raccolta di pezzi, la colonna sonora di un lungo piano sequenza in un B movie restaurato, surreale e un po’ ridicolo.

E qui arriviamo all’altro elemento che non rende “Stargate” una banale collezione anonima: c’è il biglietto da visita di Bruno, gli skit che ci ricordano che siamo nel suo mondo, quello spiritoso e un po’ “caciaro” come in “People from Cortina” oppure “Messaggio Vocale”, che anticipano la traccia successiva e non esagerate; un giusto relax dalle parti più movimentate, che evita di stancare alla lunga l’ascoltatore

“Stargate” è un lavoro leggero a primo impatto, ma sotto le vesti nasconde una ricerca puntigliosa su quegli elementi da portar via se fossimo in dirittura di fuggire dal nostro pianeta o dalla nostra confort zone. L’essenzialità dell’italo disco è tutta qui dentro.

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