Disclosure – Energy

7.5 Luca Basso
7.5

Ve li ricordate i Disclosure? Sì, i fratelli Guy e Howard Lawrence che avevano riportato in auge la house con un delicatissimo ma piacevole album di debutto come “Settle” nel lontano 2013, poi rimasti affogati da tale successo per presentare un banalissimo “Caracal” solamente due anni dopo. Ebbene, stavolta c’è una chicca uscita dalle loro mani: “Energy”.

Cinque anni ci separano da quel secondo lavoro che è stato sì un successo di mercato, ma completamente smorzato dalla critica che ha visto più una concentrazione di personalità (Lorde, The Weeknd, Sam Smith) piuttosto che una ricerca di stile. “Caracal” aveva pienamente deluso e, anzi, è diventato il classico oggetto usa e getta: ha mosso le masse nazional-popolari amanti della musica commerciale ma, quando ha stancato, è finito dritto nel dimenticatoio.

I Disclosure hanno capito bene la lezione e si sono presi una lunga pausa nel corso di questi anni, anche se nel 2016 figura un EP come “Moog for Love” senza infamia e senza lode. Testa bassa e nuove ricerche per un sound che doveva essere sì una virata verso qualcosa di fresco, ma anche un rimarcare lo stile del duo britannico. Ed ecco che “Energy” sembra essere la risposta giusta, verso di loro che per i loro fan di vecchia data – compreso il sottoscritto.

Bassi profondi, garage vecchia scuola ed esoticità africana: tre ingredienti che si riconoscono fin da subito nel primo ascolto di “Energy”. Non ci deve sorprendere per questa scelta, soprattutto per quel richiamo al Continente Nero: leggendo in giro qualche recensione – per capire il termometro di gradimento – qualcuno ha azzardato dire che è una scelta puramente di pancia, di marketing, verso il panorama musicale reggaeton (merda) che stiamo vivendo; niente di più sbagliato dato che già dal 2017 si stavano muovendo in quella direzione, arrivando a rilasciare il loro primo singolo Ultimatum l’anno dopo con la cantante maliana Fatoumata Diawara.

Tre anni di studio e pazienza, ed ecco appunto “Energy”: una house old-school che sa il fatto suo, pronta però ad abbracciare anche elementi esterni come l’hip hop, la dance e l’Africa. Douha (Mali Mali) sempre con la Diawara è il simbolo di tutto l’album, capace di farci alzare in piedi e sculettare dentro la nostra camera da letto. Tutto il contrario “My High”, cattiva al punto giusto con slowthai e Aminé, che ci libera completamente la mente: nel dancefloor non dobbiamo sforzarci a usare la mente ma le nostre gambe. E ENERGY raccoglie tutta questa potenza.

Certo, non possono mancare alcune “lente” quasi tipiche dei Lawrence: Birthday inserita alla fine con Kehlani e Syd è deliziosa e sottile, la più tradizionale “Who Knew?” con Mick Jenkins oppure “Ce n’est pas” con Blick Bassy. Certo è che rimane una piccola nota di demerito: a fine febbraio era arrivato l’EP “Ecstasy”, che presentava cinque tracce incredibilmente scoppiettanti, che hanno rincarato la dose sull’attesa della nuova release sulla lunga durata. “Ecstasy” e ancor di più Tondopotevano essere quel gradino in più per rendere “Energy” meritevole di quel nome, ma sono state immesse solo nella versione Deluxe.

Alla fine dei conti, “Energy” è un buon terzo album per i Disclosure, fresh e ballabile ma che denota una mancanza di maggior energia appunto. Niente di deludente, certo, ma poteva essere il trampolino di rilancio dopo “Caracal”. Occasione persa dunque? No perché, nonostante tutto, è già in loop sulle nostre casse.

More from Luca Basso

Sativa Rose: ascolta il nuovo singolo “Ti annoi”

“Ti annoi” è il nuovo singolo di Sativa Rose disponibile da ieri 22 maggio su tutte...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *