Gomma – Sacrosanto

È inutile negare che “Тоска” è piaciuto a tutti. Il primo album dei Gomma, uscito a gennaio dello scorso anno, aveva fatto conoscere la band originaria di Caserta a tutto il panorama italiano grazie ai suoi suoni decisi ma, allo stesso tempo, incerti, con una sincerità ed un’intimità che poche realtà mostrano al loro esordio. “Elefanti”, il loro cavallo di battaglia, lasciava un senso di nostalgia che ci convinceva ad ascoltarli e riascoltarti.

365 giorni dopo (circa) è arrivato invece “Sacrosanto”, un lavoro completamente diverso dal suo predecessore. I Gomma hanno deciso di cambiare pelle e sonorità, abbandonando quelle citazioni che facevano comunque da scudo. Il secondo album non si nasconde ma, anzi, si impone prepotentemente già a partire dalla copertina e da “Fantasmi”, la canzone che apre il tutto con una forte introduzione della batteria seguita dall’unione simultanea della voce e dei restanti strumenti, mantenendo un alto volume per tutti e tre i minuti.

C’è da dire che “Sacrosanto” ha un’atmosfera molo più cupa e questo lo si nota da “Pessima Idea”, con un’Ilaria molto più matura e molto più equilibrata rispetto a “Тоска”. La dirompente malinconia continua con “Verme”, calmandosi quasi dolcemente su “Quarto Piano” dove la batteria ha sempre una sua presenza inquietante. Il punk rimaneggiato dai Gomma da ancora più spazio alla chitarra e al basso, che sanno rendere più oscillante l’insicurezza che serpeggia nelle dieci tracce presenti, come in “Balordi” o “Come va, Paolo”.

Anche qui c’è il pezzo che sovrasta gli altri: “Tamburo” è dedicata ad una ragazza suicidatasi a causa di disturbi alimentari e scomparsa qualche anno fa; come già detto, la batteria continua a rimbombare nel nostro ascolto, qui con ancora più intensità, e la voce sottolinea il dolore provato non tanto per la perdita ma per l’ennesima persona che è stata completamente ignorata. Questo tema aleggia in tutto l’album, come nella stessa open track “Fantasmi” che, con il suo titolo, ci anticipa quel che sentiremo, e solo alla fine con “Santa messa” riusciamo a realizzare il tutto: dopo aver finto di non vedere, arriviamo proprio all’ultimo a capire ciò che è successo.

In questa casa c’è un piano di sopra / dove c’è gente che non sa di noi del piano di sotto

“Sacrosanto” è un’evoluzione matura di“Тоска”, un’opera profonda che dimostra il talento dei Gomma. Non ignoriamo il loro urlo, apriamo i nostri occhi.

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