Inude – Clara Tesla

8 Marco Andreotti
8 Luca Basso
8

Gli Inude sono una delle formazioni più interessanti dell’attuale scena musicale italiana. I tre ragazzi pugliesi propongono un’elettronica raffinata, evanescente eppure prepotentemente concreta, infestata da fantasmi dub e soul ma che pone al centro un notevole gusto melodico.

Dopo l’EP d’esordio “Love Is in the Eyes of the Animals” del 2016 il trio pugliese ha realizzato il primo album dal titolo “Clara Tesla“, in uscita il 5 dicembre 2019 e che i ragazzi ci hanno permesso di ascoltare in anteprima. Siamo qui per raccontarvelo.

Partendo dalla traccia d’apertura “Sleep” veniamo immersi in una nuvola sonora calda e accogliente, costituita da sintetizzatori e voci e sostenuta da un beat elettronico. Questa sensazione di leggerezza tangibile come il cemento sarà il comune denominatore per tutte le tracce dell’album, come un sogno lucido in cui poter parlare delle proprie emozioni con le persone a noi care. Si prosegue con “By The Ocean” “Ivy” dove i ritmi diventano più decisi ma sempre delicati e le armonie si aprono ulteriormente.

Di “Shadow of a Gun” è stato realizzato un bellissimo videoclip che mescola western e luci al neon che rispecchia perfettamente la canzone, caratterizzata dal suono elettronico degli Inude ma anche da strumenti acustici come il violoncello e la tromba, strumenti a loro volto processati elettronicamente e sublimati nella nuvola sono di cui abbiamo già parlato.

I toni diventano più delicati e malinconici su “Marble Dream”, tra i momenti migliori dell’album. Dopo l’altrettanto delicata “Balloon” i ritmi tornano più decisi su “So Easy”, una canzone neo-soul figlia diretta di Frank Ocean. “May Be” è la summa perfetta di quanto ascoltato finora, una voce solitaria accompagnata dall’onnipresente nuvola sintetica si sviluppa in un’emozionante crescendo senza però sfociare nell’epico, come a non voler disturbare chi ascolta. L’epilogo dell’album è ben caratterizzato del brano di chiusura “Interlude” che distorce e rimescola queste parole:

You and me
through an amazing world.

I temi del sogno, del sonno e del pensiero sono infatti alla base dell’immaginario stabilito dagli Inude in questo album, usati per parlare di sentimenti e di ansie ma sempre con la dolcezza di un dialogo a tu per tu con un vecchio amico o una persona speciale. La sensazione di fragilità che emerge dall’uso della voce e dell’elettronica per raccontare l’intimità rimanda senza dubbio agli ultimi album di Bon Iver mentre la parte più soul è memore della lezione di Frank Ocean, ma anche del soul bianco spettrale di Son Lux.

Gli Inude ci regalano un lavoro di notevole fattura, dove una grande competenza tecnica serve una spiccata sensibilità artistica andando a creare un’opera alquanto unica all’interno del panorama italiano e che ha tutte le carte in regola per competere in ambito internazionale.

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