Marracash – Persona

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The King is back” lo abbiamo sentito così tante volte nelle occasioni dei grandi ritorni di personaggi “storici” che ormai ha perso quel senso di poesia che aveva al suo interno. Eppure oggi a noi non importa e siamo tenuti a ritirarlo fuori perché il King del Rap is back in town: bentornato, Marracash.

Dopo una lunga attesa – 4 anni da Status e 3 da Santeria, culminata nelle ultime settimane con picchi di hype mai raggiunti prima, esce Persona, il sesto album studio di Marra. Da subito il rapper siciliano ha voluto ribadire che questo sarebbe stato il disco più introspettivo della sua carriera. Frutto di un periodo tormentato fatto di disturbi, ansie, amori tossici e isolamenti, ci sono dentro le paranoie, le ansie, le voglie, le perversioni e i sentimenti nudi della “Persona” che si nasconde dietro l’Artista che ha caratterizzato la scena – e la storia –  rap italiana.

Sono stati chiamati a raccolta amici di vecchia data, nuove conoscenze e tante scommesse. Luché e Tha Supreme, Guè e Madame, Big Fish e Dardust. Il risultato? Un disco dal sound eterogeneo però sorprendentemente compatto nonostante la varietà di artisti che lo popolano; artisti così diversi tra loro, un contrasto di generi e stili ben coordinato da Marracash che spesso fa propri i flow dei suoi colleghi – come ad esempio succede con Tha Supreme in “Supreme“.

Dicevamo di un disco introspettivo, personale, autobiografico. C’è dentro l’ansia del Marra-Persona di dover mantenere intatta la figura di Marra-Artista; c’è l’amore malato, tossico, che lo logora, lo distrugge e lo porta quasi alla malattia mentale, salvo poi uscirne grazie ad un altro amore, sano e naturale, con Elodie, alla quale dedica “Madame – L’anima“; ci sono dentro la perversione, le paranoie, la voglia di rialzarsi dopo una brutta caduta; c’è dentro un lato che in pochi conoscevamo e che in molti – erroneamente – pensavano non ci fosse: quello fragile e indifeso.

Non conta quanto hai perso prima, nella tua vita
Chi ti ha fottuto l’autostima, chi ti incasina
C’è sempre un modo ed una chance
Finché nel petto suonerà

Ma Marracash è forte e si rialza, mostrando i Muscoli – “Sport” ft. Luche – e dimostrando di essere ancora e sempre il King del Rap; quello con Luché è un duo ormai ben consolidato, lo sappiamo. Reso indissolubile dal rapporto extra-lavorativo che hanno i due rapper – spesso infatti si incontrano solo per parlare. Il ritorno di Coez, amico di lunga data e quello di Guè, compagno di successi e “rivoluzioni“. Tante però come abbiamo detto le sorprese o le scommesse: Tha Supreme, Madame, Mahmood e Cosmo. Su quest’ultimo anche noi avevamo qualche perplessità, invece “Greta Thunberg” si è rivelata la traccia più divertente e coinvolgente del disco grazie alle capacità produttive del Dj eporediese. Ci sono anche Sfera e Massimo Pericolo, “nuove leve” proiettate nell’Olimpo della scena.

Proprio Massimo Pericolo per noi merita una menzione d’onore. Il rapper varesino si posiziona in una sorta di limbo tra i membri della “nuova generazione” e i mostri sacri del genere dimostrando ad ogni lavoro di essere già un gigante attraverso i testi e la tecnica. Lancia oggi più che mai un chiaro segnale: si può solo salire.

Altra menzione d’onore la vogliamo fare a Big Fish, spesso dimenticato e accantonato ingiustamente. “G.O.A.T.” è infatti la nostra traccia preferita. Un viaggio accompagnato dalla base di BF e la voce di Marra. Un sound “epico”, che se chiudi gli occhi ti catapulta sulla cima dell’Everest da dove guardi tutti dall’alto senza curartene: esattamente sullo stesso punto dove è adesso Marra: in cima al Mondo. Il GOAT della scena, il King del Rap che – forse – mai potrà essere raggiunto e colui che mette di nuovo d’accordo TUTTA la scena Rap italiana e in parte mondiale, lasciando tutti senza parole.

Bentornato Marracash.

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