Robyn – Honey

8.5 Luca Basso
8.5

Robyn.

Imperiosa, scintillante, forte. Così appare la regina svedese, assente da troppo tempo dalle scene con un suo lavoro personale. “Body Talk“ uscì nel 2010, ben otto anni fa: un abisso di tempo che ci ha reso affamati e pronti ad arraffare qualcosa di nuovo che uscisse dalla sua dolce ma sofferente voce.

Ora, in questo 2018, “Honey” è un frutto maturo che si è dolcemente disteso sul prato del nostro giardino di casa, pronto ad essere raccolto e gustato. La deriva electro presa ormai da anni, tenuta viva con la collaborazione coi Röyksopp e “Do It Again”, sfociano in un album assolutamente sfavillante, movimentato e zuccheroso, frastagliato da una sottile dolore dovuto alla perdita di un caro amico come Christian Falk, con cui aveva lavorato nel progetto de La Bagatelle Magnique e storico produttore di molti artisti svedesi.

E così, ad aprire il tutto è “Missing U”, impastata di toni radiosi ma con un background di tutt’altro tipo, una “sad song” dove «Remember to forget» quelle persone che ci hanno lasciato per sempre o a cui abbiamo dovuto dire addio, in un momento intenso della nostra vita e che ci destabilizza. Delicatezza con apparente indifferenza, per essere più leggeri. Robyn gioca tutta la sua sensualità e si racconta a cuore aperto anche nelle tracce successive “Human Being”, “Because It’s In The Music” e “Baby Forgive Me”, dove l’amore è indipendente ma importante, un potere che bisogna saper ben usare e dosare senza sprecarlo per avidità.

La matrice elettronica si sente eccome in tutti e nove i brani che compongono “Honey” grazie a un lungo lavoro dei produttori Klas Åhlund (membro fondatore dei Teddybears) e Joseph Mount (frontman dei Metronomy) che hanno saputo trasformare le idee e le demo della cantante svedese in perle lucenti e sognanti, che ben si combaciano con la sua voce stellare che ci porta in tutt’altro mondo. Nelle tracce intermedie “Send To Robin Immediately” e, più in particolare, in “Honey” l’ascoltare viene trasportato con beat e synth ritmati ma mai pesanti e pressanti, che con finezza ci fanno chiudere gli occhi e pensare a quello che porta il dolore, in un andare avanti nonostante la perdita e gli ostacoli emotivi che bisogna affrontare.

And the waves come in and they’re golden
But down in the deep the honey is sweeter
And the sun sets on the water
But down in the deep the current is stronger

Ecco quindi che arriva “Between The Lines” che ci fa ballare, con un sound recuperato direttamente dagli anni ’80 come a significare che la spensieratezza è una cura che aiuta anche chi è in difficoltà, in un’epoca dove ognuno è libero di amare quel che vuole e chi vuole. I testi scritti da Robyn si sposano perfettamente con il suono nostalgico e carico di sentimentalismo che si conclude con eleganza con “Beach2k20” ed “Ever Again”, le ultime due canzoni dell’album.

Non c’è dubbio: è tornata sul suo trono la Regina.

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