Toro y Moi – Outer Peace

Difficilmente a inizio anno si possono ascoltare produzioni eccellenti che potremmo tranquillamente classificare tra le migliori dopo 12 mesi di ascolti. Sono pochissime le eccezioni che riescono già a insidiarsi nel cuore di un ascoltatore, ancor di più a rimanere nella testa per un lungo periodo di tempo. Questo è proprio il caso di “Outer Peace” di Toro y Moi.

Il sesto lavoro in studio dell’artista statunitense doveva inizialmente uscire il prossimo 18 gennaio, ma NPR ha un po’ anticipato tutti pubblicandolo in anteprima. Non poteva non esserci che la corsa verso il primo e minuzioso ascolto, soprattutto con i singoli che lo hanno anticipato sia alla fine del 2018 che in questi ultimi giorni.

Non è mai facile parlare di Chaz Bear: è salito alla ribalta della scena musicale nel lontano 2010 con “Causers of This”, il suo album di debutto, e diventando una delle stelle della scena chillwave, ma il suo percorso non è stato omogeneo, muovendosi tra un genere e l’altro ma creando delle sonorità facilmente riconducibili alla sua persona.

Dunque, è importante avvicinarsi in punta di piedi a “Outer Peace”, un vicino erede di “Boo Boo” che, ricordiamo, viaggiava tra gli anni ’80, l’R&B e i suoni della vaporwave. L’influenza di questi tre elementi è rimasta, ma il tutto si è evoluto con una chiara marcatezza pop e disco; la musica sembra di altri tempi, ma allo stesso tempo è facilmente collocabile ai giorni nostri. Abbiamo visto in questi ultimi anni un sostanziale recupero del passato, ma molti hanno fallito nell’impresa perché non son riusciti a miscelarlo col presente. Toro y Moi, invece, riesce a confonderci le idee con un equilibrato uso di due tempi totalmente diversi fra di loro.

Già con “Fading”, la traccia che apre l’album, ci si immerge fin da subito in questo oceano calmo e rassicurante, con continui tocchi zuccherini e una voce che ci porta a sognare indietro ma con gli occhi aperti su quello che abbiamo ora davanti. “Ordinary Pleasure” porta avanti questa sensazione, arricchendosi però di synth delicati e un riffle di basso che inizia lentamente a muovere le nostre gambe in un ballo rilassante. È proprio questo l’obiettivo: renderci leggeri e spensierati, facendoci ricordare un’epoca che la maggior parte di chi ascolta questo lavoro non ha mai vissuto.

Non mancano anche importanti collaborazioni: come l’apporto vocale di ABRA in “Miss Me”, sensualmente delicata e rassicurante, l’innocenza di Wet in “Monte Carlo” o l’influente ambient di Instupendo nella conclusiva “50-50” che lo stesso Toro y Moi considera tra le sue preferite, in grado di eliminare ogni cliché sulla sua idea di musica.

In generale, ogni canzone ringiovanisce lo spirito della musica di quarant’anni fa, ma sa destreggiarsi ai giorni nostri grazie ad alcune aggiunte sapienti di Bear – a partire da alcuni beat fino alle parti cantate, come in “Freelance” o “Who Am I”. Trenta minuti che non stancano ma, anzi, ci convincono a premere un’altra volta “play” per continuare la nostra avventura sonora.

Certo, ci sono alcuni difetti, ma non si può riconoscere in Toro y Moi una capacità di adattamento e di evoluzione strabiliante. “Outer Peace” è un lavoro scintillante e di pura estasi, da ballare in ogni occasione – e farlo senza essere banali non è cosa da tutti.

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