“Esagerato”: l’album esordio di Lelio Morra tra malinconia e leggerezza

“Esagerato” è il primo album da solista di Lelio Morra, cantautore partenopeo; è uscito il 25 ottobre per Solid Records, edito da PeerMusic. Preceduto dai singoli: Giganti, Chissà perché, Torno a scuola, l’album è arrivato tre anni dopo il tormentone Dedicato a chi” e a due anni di distanza da Le canzoni e Domani.

L’uscita dell’album è stata accompagnata quasi subito da un Instore tour: si è diviso tra Roma, Napoli, Salerno, Milano, e venerdì 15 è stata la volta di Bologna, da SEMM Music Store. L’evento prevede, oltre all’incontro con i fan, una piccola presentazione, moderata proprio da noi di Futura1993. Tra una domanda e l’altra Lelio ci ha suonato i brani di cui abbiamo parlato, che, grazie alle sue parole di presentazione, hanno potuto prendere una nuova veste.

Arriviamo con un po’ di anticipo e incontriamo Lelio: mentre aspettiamo abbiamo il piacere di scambiare due chiacchiere con lui. Si parla un po’ di tutto: dal brutto tempo che ha colpito Bologna quel giorno, fino a qualche riflessione sul panorama musicale attuale, scoprendo più da vicino i gusti di Lelio (tra i suoi ascolti anche Frah Quintale).

L’atmosfera è molto intima: dopo aver fatto accomodare le persone arrivate, iniziamo. Prendendo in mano l’album di Lelio notiamo subito una particolarità: il titolo riporta nove lettere, ad ognuna delle quali in copertina è collegata una sua foto: lo vediamo in posizioni diverse, di profilo o mentre ride. La scelta del titolo e delle nove foto non è stata casuale, come ci racconta Lelio: Esagerato è legato alla doppia accezione che possiede questo termine nella nostra lingua, una positiva, di stupore, legata a Napoli, e una più diffusa, negativa, riconducibile generalmente all’italiano. La parola porta nove lettere, così come i brani al suo interno; nove è anche il numero con cui giocava a calcio.

Questa focalizzazione sull’autore presente in copertina, l’ho ritrovata all’interno dell’album, che raccontando esperienze e storie della sua vita, ci riporta fedelmente il mondo così come è visto da lui.

In buona parte i brani riportano esperienze vissute da me in prima persona, oppure possono raccontare ciò che ho osservato in qualcun altro: c’è quindi sicuramente l’autobiografico, ma anche una parte di storie che invece ho visto con i miei occhi e ho provato a riportare.

Nei giorni precedenti la presentazione ho ascoltato più volte l’album, e ho visto in una malinconia leggera il filo rosso che lega ogni canzone: in particolare ho pensato più volte a quella ironia amara che è propria della comicità napoletana. I sentimenti più nostalgici e malinconici si accompagnano ad una risata amara: l’ironia non è mai solo spensieratezza, ma porta con sé riflessioni e una punta di amarezza. Così se la canzone che apre l’album è “Giganti”, che parla di un amore importante, in modo delicato e malinconico, proseguendo con le tracce, troviamo l’autoironia e la leggerezza in canzoni come “Chissà perché” e “O2G”:

Stamattina non c’è neanche del caffè in cucina / perché ho pagato tutto troppo ma non le bollette / non trovo i soldi per andarmene in Andalusia / ma compro ancora tutti i giorni sigarette / e mi innamoro almeno ogni due giorni / perché tu non ritorni / con me non vuoi nemmeno parlare / come se ti avessi ucciso il cane.

Tra i nove brani anche un featuring con Blindur in “(ogni volta che) ELENA, brano che forse più di tutti mi fa pensare al cantautorato italiano più classico. Tuttavia l’album, portando con sé questo stampo, riesce ad inserirsi perfettamente anche nella scena musicale attuale: c’è un’attenzione ai suoni e alle novità che negli ultimi anni stanno attraversando la musica italiana d’autore, nei testi come nelle melodie. Questo doppio sguardo al passato e al presente si può ritrovare anche nelle persone che hanno lavorato insieme a Lelio alla realizzazione dell’album: è nato a Napoli con Stefano Bruno e ha preso forma al Bach Studio di Toto Cutugno, a Milano, con l’aiuto di Lele Battista. Matteo Cantaluppi ha mixato i brani, e le registrazioni sono state realizzate insieme a Roberto Dellera, Gianluca De Rubertis e Lino Gitto.

Giunti alla fine della presentazione, è sulle note di Il mare intorno che Lelio ci saluta: il brano gli ricorda sia la sua Napoli che Milano, città lungo le quali si è diviso in questi mesi e in cui sono nate e hanno preso forma le canzoni. Il brano parla di un amore non ancora nato, in una visione quasi platonica:

Tu non esisti ancora ed io già ti cerco da un’eternità / non ho fretta perché so chi sei / sei quello che vorrei anche se ancora non lo sai / andremo dove vuoi, so già che non mi stancherai / non chiedermi perché ma ho nella testa gli occhi tuoi / e il mare intorno.

Andiamo via con il sorriso: avere la possibilità di conoscere così da vicino come nasce un album, e capire cosa si nasconde dietro le canzoni, è un grande privilegio. Se provo a sintetizzare la serata con un’immagine, sicuramente è quella di Lelio che, abbracciato alla sua chitarra, ci racconta tutti gli aneddoti legati all’album, con una luce negli occhi.


Di Chiara Grauso

Futura 1993 è il network creativo creato da Giorgia e Francesca che attraversa l’Italia per raccontarti la musica come nessun altro. Seguili su Instagram, Facebook e sulle frequenze di RadioCittà Fujiko, in onda martedì e giovedì dalle 16.30.

More from Feline Wood

Feline Interview: Deux Alpes

 Quando si parla di musica elettronica i contorni del discorso sono sempre...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *