Feline Interview: Idontexist

Idontexist è lo pseudonimo del giovane artista avellinese Angelo Ferrante che ha iniziato il suo percorso un paio di anni fa con dei brani su Soundcloud per poi proseguire su Youtube con una paio di video molto interessanti, sia per le produzioni, sia per i testi, sia per il modo in cui sono stati girati.

Di primo impulso si potrebbe dire che Idontexist faccia rap ma non è difficile capire che le sue influenze musicali non derivano solo da questo, anzi sembra proprio che sia a suo agio in una posizione ardua da etichettare sotto un genere musicale ed è proprio questo il suo punto di forza.

FW: I primi progetti li hai fatti uscire come Angelo Ferrante, per poi adottare lo “streetname” Idontexist con il quale hai iniziato il progetto ROOMDOOM, a cosa è dovuto questo cambiamento?

Ide: Era da anni che cercavo un nome con il quale firmare i miei progetti e certe volte mi chiedevo “ma io esisto davvero?” e di conseguenza è nato Idontexist. Il passaggio da Angelo Ferrante a questo poi è stata quasi una necessità, sono cresciuto, i miei ascolti sono cambiati ed è stata una cosa in fin dei conti naturale.

FW: Quindi il progetto ROOMDOOM conta fino ad ora due video di cui l’ultimo risale a marzo, ne usciranno altri? Anche perché ultimamente sono uscite due tracce in collaborazione con il gruppo casertano Cut-Lo, com’è nata questa collaborazione?

Ide: Sinceramente non so se ne usciranno altri, magari tra un po’ uscirà qualche altro episodio del progetto ma non è una cosa decisa a tavolino, la cosa poi è nata da una necessità di esprimersi, un giorno ascoltavo la strumentale, quello dopo scrivevo il testo come fosse un flusso di coscienza, quasi un freestyle e poi andavo a registrarlo. Con i Cut-Lo invece è nata in maniera molto naturale, ci siamo conosciuti e ci siamo accorti di essere sulla stessa lunghezza d’onda sia a livello di ascolti sia nel modo di far musica e di conseguenza abbiamo collaborato in queste due tracce e nei prossimi mesi ne usciranno sicuramente delle altre. Anche perché ad Avellino dove vivo è difficile trovare gente con la tua stessa attitudine musicale, fai conto che faccio parte anche di un gruppo insieme a due miei amici avellinesi di vecchia data, Adler e GiMa, chiamato Fuyu e prima di formarlo non sapevamo di questa passione comune.

FW:  Anche perché già fare musica ad Avellino non deve essere facile, a maggior ragione il tipo di musica che cerchi di proporre tu, ergo com’è il rapporto con la tua città da questo punto di vista?

Ide: Bisogna essere sinceri, chiaramente non è come fare musica in città come Milano, Torino, Roma o altre, sei abbastanza isolato e quando inizi la gente più che capire quello che stai facendo è semplicemente curiosa. La naturale conseguenza è che non hai la stessa esposizione che potresti avere se dovessi fare la stessa cosa in una metropoli oltre a fatto che non è semplice trovare persone con i tuoi stessi interessi dal punto di vista musicale, guarda semplicemente con i Cut-Lo, loro sono di Caserta, qua vicino, ma c’è pur sempre un’ora di auto da fare e questo non rende le cose semplici.

FW: Tornando invece al progetto ROOMDOOM, com’è stato accolto? E cos’altro bolle in pentola?

Ide: Ti dico il progetto ROOMDOOM è stato accolto molto bene e ne sono contento, mi sono arrivati molti messaggi di persone che si complimentavano o addirittura proposte di vario genere, ma per il momento sto con i piedi per terra, anche perché il mio sogno più grande sarebbe quello di fare un album, ci sto lavorando ma senza forzare né i tempi né le scelte, per me il discorso del disco è molto importante, lo voglio con un inizio ed una fine e non vorrei mai che fosse visto come una serie di pezzi accorpati in un progetto, quindi l’obbiettivo ora è quello ma non voglio farmi prendere dalla smania di farlo, piuttosto preferisco concentrarmi sulla mia musica dal vivo, è un aspetto a cui tengo molto.

FW:  E’ un discorso molto interessante e apprezzabile, soprattutto in un momento in cui nel panorama musicale sembra che si faccia a gara a chi pubblica più pezzi nel minor tempo e, il più delle volte, a subirne le conseguenze è la qualità della musica stessa. Alla fine hai parlato dei live, come sono andati ultimamente?

Ide: Direi molto bene, alcuni degli ultimi live li ho fatti insieme ai Cut-lo, uno dei quali a Firenze e 3/4 date in Campania. Molto probabilmente ne faremo altre anche perché come ho detto prima, portare la musica dal vivo per me è molto importante. Per i prossimi live stiamo preparando qualcosa di davvero interessante con Adler, Gima e i Cut-lo. Ma è tutto da gustare, non voglio sbilanciarmi troppo, so solo che il live sarà un’esperienza per noi e per chi sarà giù, quindi tocca venire a prendersi male (si ride, ma neanche troppo).

FW: Cambiando discorso, ascoltando la tua musica si capisce che le tue influenze non arrivano solo dal rap, cosa ti piace del panorama italiano ultimamente?

Ide: Guarda negli ultimi tempi l’artista che mi ha impressionato di più per quanto riguarda il rap è Rkomi, soprattutto a livello di scrittura e di delivery, a mio avviso non ne sbaglia una. Un altro che mi piace parecchio è Ernia e poi va bhe Mecna che rimane sempre uno di quelli a cui sono più legato. Altri che mi hanno impressionato sono Yakamoto Kotzuga, HAN, LIM, Santii, i Belize e Generic Animal, i loro album li ho consumati parecchio, ma credo sia un momento molto prolifico per la musica italiana in generale, soprattutto per chi è affamato di ascolti come me. La cosa che poi più mi spaventa e che vedo in molti artisti è la paura di sperimentare, una volta raggiunto un certo status ed un certo pubblico proseguono sugli stessi binari che si sono creati e smettono di sperimentare come se avessero paura del cambiamento, invece nella musica apprezzo soprattutto il coraggio di sapersi sempre rinnovare e l’inibizione di stravolgere quello che si è fatto sino a quel momento, rischiando anche un po’. E un esempio sono proprio i due album di Generic Animal, usciti una manciata di mesi l’uno dall’altro ma completamente diversi tra loro.

FW: Parlando invece di ascolti esteri?

Ide: Parlando di artisti esteri non posso non citarti l’ultimo album dei LANY, è rimasto nelle mie cuffiette per parecchio e lo considero un ottimo prodotto pop, proprio perché essere legato ad un solo genere mi sa di ottuso. Altri che ho ascoltato ultimamente ti posso dire Black Atlass uscito per l’etichetta di The Weeknd e l’ultimo EP di Dominic Fike. Oltre ad essere follemente innamorato di Billie Eilish. Poi chiaramente due figure di riferimento per me sono Frank Ocean e Kevin Abstract, sono davvero due artisti che mi hanno dato molto. Pensa che Kevin Abstract in una dichiarazione ammette che senza Frank Ocean non avrebbe iniziato a far musica e nel mio piccolo lo ammetto anche io che senza Kevin Abstract e di conseguenza Frank Ocean non starei facendo tutto questo. Poi chiaramente sono influenzato anche da altri artisti, alcuni infatti li cito nei miei testi ad esempio Vince Staples, Mac DeMarco, Princess Nokia e non solo. Potrei continuare all’infinito con le influenze, ma finiremmo a parlare solo di questo.

FW: Esatto le tue canzoni sono piene di riferimenti e spesso però non si tratta di riferimenti in ambito musicale, quello che mi ha colpito di più è in “Cinema”, il primo episodio del progetto ROOMDOOM, infatti citi la Nouvelle Vague, corrente cinematografica francese nata verso la fine degli anni ’50, com’è nato questo interessamento? E quanto arte, cinema e letteratura influenzano la musica che fai?

Ide: Vorrei risponderti che sono ferratissimo in ogni materia, in realtà no. Però mi reputo un acuto osservatore, tutto ciò che mi piace e sento possa appartenermi cerco di inglobarlo, a modo mio, nella mia musica. Mi piace molto andare al cinema ma preferisco guardare serie tv piuttosto che film e per quanto riguarda la lettura e la letteratura, beh, non sono proprio un amante dei libri. Diciamo che mi viene meglio scrivere piuttosto che leggere.

Per la Nouvelle Vague  il discorso è un attimino diverso, ho avuto modo di guardare film e appassionarmi a quella cultura, ma la cosa che più mi ha colpito è stata la concezione di quelle pellicole. In quel periodo il movimento è stato il primo a raccontare le sensazioni del regista e non la sceneggiatura così per come era costruita, si tendeva a far prendere forma ad un diario personale dell’autore trasformandolo in immagini e così il parallelismo con la mia musica; non racconto ciò che vedo e ciò che vivo bensì racconto i sentimenti e le sensazioni che avverto in base a ciò che vedo e ciò che vivo. Credo sia questo che aiuti a creare la magia.

FW: Ti ringraziamo e ti auguriamo il meglio.

Ascolta “SNKRS” l’ultimo brano tra Idontexist e i Cut-lo uscito lo scorso martedì.

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