Feline Interview: lvca

Ve lo avevamo presentato attraverso il nostro Meowing Hype e ora abbiamo avuto occasione di conoscerlo: lvca, nome d’arte di Luca Rebellato, è il giovanissimo cantante sbucato fuori da Bassano del Grappa che ha lanciato il suo primo EP “Metto Amore Tolgo l’Illusione”, assieme al compare Ilovenikobrens per l’etichetta Giada Mesi. Ecco quel che è uscito dalle nostre domande e dalle risposte di lvca.

Feline Wood: Partiamo dal principio: quando hai iniziato a fare musica? Quanto è stato influente Bassano del Grappa, la città dove sei nato?

Lvca: Ho iniziato a fare musica con un mio caro amico nel 2012, con cui andavo alle jam che organizzavano a Bassano del Grappa. Diciamo che c’è sempre stata l’influenza positiva da parte della mia città.

FW: Nel 2017 hai voluto dare vita al progetto lvca: quali sono stati i primi posti dove hai cominciato ad esibirti dal vivo?

L: Guarda, abbiamo fatto in tutto due o tre live, ma ci ha resi felici passare dal classico live rap ad un’esibizione in cui si suonano degli strumenti. Anche l’impatto della gente è stato sin dall’inizio più energico, più attivo. Quest’estate abbiamo aperto per Rancore al Parco della Musica di Padova e quel concerto è stato veramente figo.

FW: Lungo la tua strada hai incontrato Giada Mesi, l’etichetta di Dargen D’Amico. Quanto è stato importante il loro supporto per la tua crescita personale?

L: Si, proprio così. È stato un traguardo importante anche perché a parer mio sono davvero bravi in quello che fanno.

FW: “Metto Amore Tolgo Illusione” è il tuo EP di debutto: cosa vuoi raccontarci attraverso le sei tracce?

L: Dentro ci sono canzoni molto vecchie, ma che solo poco tempo fa ho capito appieno. È stato come se il me stesso del passato avesse scritto quelle canzoni per il me stesso del futuro. Cosa voglio dire? I miei testi sono di facile interpretazione e la cosa figa è che puoi trovarci ciò che vuoi – e magari non è quello che posso trovarci io – all’interno, o magari il te stesso del presente non è ancora pronto ad alcune canzoni che invece al te stesso del futuro potrebbero piacere.

FW: I testi si avvicinano molto al nostro quotidiano: quanto è importante la stesura delle parole delle tue canzoni?

L: Molto importante, a volte mi è capitato di cestinare addirittura intere canzoni perché non rispettavano la serietà con cui volevo affrontare certi concetti.

FW: Un altro grande appoggio è quello del tuo amico Nicola Cerantola, aka Ilovenikobrens: come vi siete conosciuti? Quando avete pensato a collaborare assieme?

L: Ci conosciamo da sempre, ci sono foto su Facebook in cui siamo sbarbati! [e ride, ndr] Nel 2015 circa abbiamo fatto la nostra prima canzone nel suo studio, lo stesso in cui oggi registriamo.

FW: Quello che mi ha più incuriosito è la delicatezza tra le chitarre e le parti elettroniche: avete qualche artista a cui vi siete ispirati?

L: Incredibilmente no, c’è stato un periodo che né io, né Nicola ascoltavamo musica per non esserne influenzati, e penso che ci abbia fatto bene.

FW: Tenete sotto d’occhio la scena hip hop italiana? Vi sentite di farne parte appieno?

L: Dato che nella mia città abbiamo sempre contribuito alla scena hip-hop e ci siamo sentiti parte integrante, penso che per un complesso più grande ci debbano essere alcuni step da rispettare, ma sì, a me piacerebbe farne parte. Peace love unity and having fun!

FW: Avremo modo di vedervi live? Cosa state programmando per il futuro?

Assolutamente sì, tra poco inizieremo a fare la musica dal vivo. Per un tour è presto, ma abbiamo in programma qualcosa per quest’estate.


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