Feline Interview: Romea

I Romea sono una delle formazioni più interessanti della scena indipendente italiana. Il quartetto veneto propone una musica prevalentemente strumentale a cavallo tra Trip Hop, Elettronica, Jazz, Funk e Ambient il tutto rigorosamente suonato dal vivo e le loro esibizioni live vengono arricchite dalla presenza di proiezioni che enfatizzano la natura cinematografica della loro musica. Il 18 Febbraio è uscito il loro primo album Madrugada per (R)esisto Distribuzione contenete featuring con Dudley Salmon, Raul “Meck” Hernandez (HCP) e lo storico rapper Esa aka El Presidente (OTR), mi sono recato presso la loro sala prove a Porto Viro (RO) per scambiare quattro chiacchiere con la band.

I Romea sono:

Alberto Tessarin aka DJ LB: Turntables, scratch

Paolo Garbin: Pianoforte

Alessio Simoni: Basso, sintetizzatore

Antonio Zanellato: Batteria

 

FW: Come nasce il progetto Romea?

Alberto: Io da sempre faccio il DJ e il progetto Romea è nato dalla mia intenzione di abbinare strumenti live agli scratch e ai campionamenti, ispirandomi anche ad artisti come The Cinematic Orchestra. Ero affascinato dalla loro capacità di creare immagini intense servendosi solo della musica senza usare cantanti e testi.

FW: Il vostro sound è molto particolare e ricco di influenze diverse, è stato difficile creare questo stile o nel momento in cui vi siete trovati è nata già l’alchimia?

Alberto: In realtà ci conosciamo tutti da una vita, io e Antonio siamo cugini e con Alessio e Paolo ci conosciamo da quando eravamo piccoli, è un rapporto di una vita quindi diciamo che l’alchimia non è mai mancata sin dal primo momento in cui ci siamo trovati a fare i primi lavori, c’era una gran voglia di sperimentare da parte di tutti quindi non è stato difficile iniziare quest’avventura insieme.

FW: Come nasce un brano dei Romea? Qual’è il vostro processo creativo?

Paolo: Fondamentalmente ci sono due o tre modi in cui lavoriamo. Possiamo partire dall’idea di un singolo componente che può essere un mio giro di pianoforte o un campione di Alberto e insieme cerchiamo di dargli una struttura, in questo modo ciascuno porta il suo contributo al brano, se si sentono tante influenze diverse nella nostra musica è proprio perché ogni brano può partire dall’iniziativa di ciascuno di noi.

Antonio: Un altro metodo invece può essere quello di improvvisare in sala prove, mentre suoniamo ci registriamo e se qualcosa ci piace iniziamo a lavorarci sopra e magari finisce per diventare una cosa completamente diversa.

Alessio: C’è anche un lavoro di fino, infatti spesso si può tendere a suonare troppo e sta a noi invece scegliere cosa tenere e cosa togliere per rendere al meglio un brano.

Alberto: In generale quando scriviamo un pezzo si può dire che lavoriamo di contrappesi, se ad esempio Paolo scrive un giro di piano molto “jazzato” io cerca di “de-jazzarlo” con i miei campioni e viceversa, in questo modo riusciamo sempre ad avere un suono riconoscibile ma non ripetitivo.

FW: La dimensione visiva è molto importante nel vostro sound tanto che dal vivo vi esibite con delle live visual, parlateci di questo aspetto della vostra musica.

Alberto: La nostra idea quando abbiamo avviato il progetto è sempre stata più quella di un sedersi al cinema piuttosto che fare aperitivo con musica in sottofondo. All’inizio ci ha aiutato Francesco Mancin per le proiezioni dal vivo, poi lui mi ha insegnato ad utilizzare i programmi apposta per manipolare le immagini e quindi mi ha permesso di ottenere il tipo di proiezioni che io mi ero immaginato quando ho iniziato il progetto.

FW: Visto che mi parli di cinema vi chiedo quanto cinema c’è nella musica dei Romea e quali film vi piacciono?

Alessio: Beh personalmente io quando scrivo mi ispiro spesso a quei film italiani degli anni ’70 e ‘80 considerati B movie quando sono usciti e che oggi sono film di culto, ad esempio le colonne sonore di Smaila e Piccioni ma anche di Umiliani e Cipriani. Altri film da cui ci sentiamo influenzati sono le opere di Quentin Tarantino e di Spike Lee.

FW: Parlateci di Madrugada, il vostro disco. Come nasce questo lavoro e cosa rappresenta per voi?

Alberto: Dal punto di vista musicale posso dire che rispetto al precedente EP dove si sente che il fulcro delle canzoni erano i miei beat sui quali i musicisti suonavano e che quindi aveva una natura più sperimentale Madrugada è un lavoro più completo in cui si sente che siamo maturati come band e che abbiamo affinato il nostro sound nel corso degli anni, per cui il disco per noi rappresentata un percorso di esperienza e maturazione degli anni che separano il primo EP da Madrugada più che un’istantanea della band come è adesso.

Alessio: Piccola curiosità, il nome Madrugada viene da una storica discoteca di Porto Viro.

FW: come nasce l’idea di inserire dei rapper nei vostri brani?

Paolo: Beh in realtà noi siamo cresciuti ascoltando la scena rap italiana degli anni ’90 per cui il featuring con Esa è nato proprio dal fatto che ci sentiamo legati ad artisti come lui e alla scena old school che rappresenta, siamo stati felicissimi di collaborare con lui. Invece i featuring in inglese (Dudley) e in spagnolo (Meck) sono nati da una nostra volontà di non legare troppo il nostro sound all’Italia ma di renderlo più internazionale.

Antonio: Altre persone che ci hanno dato una mano per realizzare il disco sono Elisa Lazzarin al violoncello, Luca Grani alla chitarra, Haymanot Milani alle voci e Mattia Dalla Pozza (turnista di Jovanotti) al sax. Inoltre ringraziamo il nostro amico Martino Prendini per la bellissima copertina e Lorenzo Zerbin che si occupa della parte visual nei nostri concerti.

FW: state portando Madrugada in tour, avete pianificato qualcosa di particolare per questa serie di concerti?

Antonio: Nei precedenti live ci lasciavamo andare anche a improvvisazioni di 10 minuti invece per questo tour abbia scremato la scaletta e l’abbiamo organizzata in modo che da creare uno spettacolo più organizzato e sempre ripetibile anche dal punto di vista delle visual, infatti ci siamo dotati di un nuovo telo per le proiezioni di modo da essere sempre preparati per qualsiasi contesto in cui ci troveremo a suonare.

Paolo: Abbiamo cercato di riorganizzare il concerto come un vero e proprio spettacolo ritornando anche al riferimento della sala cinematografica di cui abbiamo parlato prima. 

Alberto: Diciamo che in Italia non c’è un vero pubblico di riferimento per questo genere quindi a volte è difficile trovare il contesto giusto in cui proporre questo questo tipo di spettacolo ma in generale siamo molto contenti della risposta del pubblico e non vediamo l’ora di portare la nostra musica a più gente possibile.

 

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Video ufficiale di “Madrugada”

 

Ascolta l’album “Madrugada”

 

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