Feline Interviews: Aquarama

Molto spesso si cerca nel panorama musicale roba altamente fresh, senza però riuscire nell’interno. In realtà di belle novità ce ne sono e son facili da trovare: gli Aquarama sono un sinonimo di qualità e freschezza, capaci di mischiare l’elettronica con elementi raffinati presi da altri generi e culture. Con un album di successo alle spalle come “Riva” e un tour europeo, Dario BracaloniGuglielmo Torelli sono pronti a riconquistare l’Italia e l’Europa con “Teleskop”.


Feline Wood: Gli Aquarama sono nati a Firenze ma ora sono stabilmente a Milano: com’è nato il vostro progetto e perché questo spostamento?
Aquarama:
Firenze è il luogo dal quale proveniamo e dove, attraverso la reciproca passione per la musica, ci siamo conosciuti ed abbiamo deciso di produrre musica. Qui abbiamo prodotto “Riva” e creato Aquarama. Il disco è stato poi registrato a Milano tra l’estate e l’autunno del 2016. Ci è piaciuta molto l’atmosfera professionale ed il senso di possibilità che nella nostra città natale purtroppo mancano, così abbiamo deciso di trasferirci per il bene del neonato progetto.

FW: Prima di parlare del vostro nuovo album “Teleskop”, avevate già pubblicato “Riva” e affrontato un tour europeo. Com’è stata questa vostra prima esperienza? Qual è la cosa più particolare che vi viene in mente in merito?
A:
“Riva” è stato un lungo viaggio che ci ha cambiato completamente la vita. È veramente difficile individuare un momento in particolare di un’esperienza che ci ha portati in giro per i palchi di Italia ed Europa per più di un anno e mezzo. Sicuramente suonare al Reeperbahn Festival grazie ad Italia Music Export in mezzo a una lineup di artisti che fino a poco tempo prima vedevamo solo col binocolo è stata una bella soddisfazione.

FW: “Teleskop” si può dire che è un album incentrato sullo spazio. Cosa ci volete raccontare? C’è un filo che lo unisce a “Riva”?
A:
Sì, ci sono alcune ispirazioni space su “Teleskop” ma il titolo è più una scusa per parlare di un nuovo modo di produrre musica per noi: un atteggiamento più aperto alla ricerca ed alla sperimentazione. “Riva” è stato un disco programmatico prodotto con un metodo e degli obiettivi precisi, “Teleskop” in questo è più libero da strutture. Il trait d’union tra i due è sicuramente l’intento, in noi mai variato, di fare canzoni consapevolmente pop.

FW: “Bubble-Gun” è il primo estratto da “Teleskop”, uscito a giugno dello scorso anno. Assieme ad altri brani, rimandano molto a un’atmosfera estiva. Avete fatto una grossa ricerca verso quei strumenti tropicali come la marimba: è partito tutto da “Bubble-Gun” o da prima? Perché questa “esoticità”?
A:
L’esotismo nasce certamente dalla nostra passione sfrenata per la musica tropicalista ed africana. Su “Riva” avevamo deciso a priori di usare solo gli strumenti che avevamo a disposizione in quel momento, su “Teleskop” ci siamo ritrovati con tanti strumenti in più trovati uno ad uno lungo la strada e così li abbiamo usati.

FW: Com’è stato rimettersi per la seconda volta al lavoro in studio su un album? Dove vi sentite migliorati?
A:
Produrre musica in studio è in assoluto una delle cose che preferiamo fare, tanto più in questo caso perché lo studio ce lo siamo costruito in casa assieme alla nostra label italiana Fresh Yo! e ci abbiamo prodotto e registrato tutto il nuovo disco. Il McFarland Recordings è diventato a poco a poco un polo gravitazionale attorno al quale hanno cominciato a ruotare molti amici e musicisti e così “Teleskop” risente dell’influenza e del contributo di tutti loro.

FW: “Moon Landing” credo sia la canzone che più si allontana dalle altre presenti in “Teleskop”: calma, notturna, rilassante. Perché sceglierla come ultima traccia e perché distinguerla così tanto dalle altre?
A: Moon Landing” è un pezzo diverso dagli altri. È stata scritta e completata in soli tre giorni mentre di solito il processo Aquarama è molto più lungo e ragionato, è inoltre l’ultimo pezzo scritto. Praticamente tutti i brani dell’ultimo disco hanno preso vita da una sessione di registrazioni fatta l’estate successiva all’uscita di “Riva”, mentre “Moon Landing” è nata poco prima delle registrazioni di “Teleskop”. È diversa dagli altri perché eravamo cambiati noi con la scrittura di un nuovo disco e ci è sembrato giusto che lo chiudesse. Forse rappresenta in qualche modo l’esigenza di andare verso forme di canzone più libere dagli schemi e la volontà di cambiare il nostro modo di produrre musica.

FW: Qual è la canzone su cui avete lavorato di più e a cui tenete di più?
A: “The House Is Burning” ce la siamo trascinata dietro per più di un anno, c’era sempre qualcosa che non ci tornava, eppure era pronta in quella forma già da prima che uscisse “Bubble-Gun”. Forse proprio perché ci tenevamo molto non riuscivamo ad esserne mai soddisfatti. Poi durante le registrazioni del disco si è completamente trasformata, grazie soprattutto alle splendide voci di Kavinya Monthé Ndumbu e di Serena Altavilla, e che dire? Ci ha lasciati veramente sorpresi.

FW: Le copertine dell’album e dei singoli colpiscono molto a primo impatto perché molto cartoonesche, classiche ma pop. Chi le realizza e come vengono pensate?
A:
Cartoonesco è proprio il termine esatto! Grazie, ve lo ruberemo! Tutto è nato dal meraviglioso di Clémence Chatel sulla copertina di “Riva” trasformata in un’animazione da Guglielmo nel video di “Coral”. Da lì l’idea di realizzare delle cover animate per i singoli del nuovo disco. Le cover di “Bubble-Gun”, “Lucky One” e “Moon Landing” sono infatti dei fermo immagine delle relative animazioni ad opera di Guglielmo. La copertina di “Teleskop” è invece un lavoro del bravissimo Alessandro Cripsta.

FW: A chi vi siete ispirati per costruire “Teleskop”?
A:
Le ispirazioni su “Teleskop” sono innumerevoli, ci vorrebbe un articolo ad hoc solo per fare l’elenco di tutti i nomi. C’è una playlist sul nostro Spotify che si chiama “Aquarama ~ must have on a desert island” che meglio lo racconta: ascoltatela!

FW: “Teleskop” a chi lo consigliereste?
A:
A chiunque abbia voglia di ascoltare musica pop che esca dagli standard di produzione attuali.

FW: Per concludere, salutateci con la vostra canzone preferita di sempre, anche quella che vi ha spinto a fare musica!
A:
“Pet Sounds” sempre e comunque!

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