Feline Interviews: TACØMA

Trovare una via solista quando si fa parte di un gruppo è cosa normale, ma non sempre questo salto risulta essere banale. Gabriele Centelli, cantautore e compositore livornese all’attivo già dal 2013 con i Platonick Dive, lo sa e attraverso il nuovo progetto TACØMA sta sperimentando la musica d’autore con l’elettronica e le sonorità internazionali. Qualche giorno fa è uscito “Nudi sul parquet” e quale occasione migliore per porre qualche domanda? Ecco a voi la nostra intervista.


Feline Wood: Partiamo da lontano: come mai hai deciso di aprire un percorso solista oltre ai Platonick Dive?
TACØMA:
Sentivo l’esigenza come artista e come essere umano di esprimermi sotto una nuova luce, mettermi alla prova, sperimentare nuove direzioni. O più semplicemente, ho soltanto voglia di esprimere i miei pensieri nella mia lingua madre portando un sound internazionale alla musica italiana.

FW: Cosa c’è di diverso, musicalmente parlando, tra i Platonick Dive e TACØMA?
T: Sono due entità diverse concepite dalla stessa persona. Chi mi conosce dai Platonick Dive avrà risentito le sonorità da cui provengo anche in TACØMA. Sto provando a portare un sound internazionale nella musica d’autore. D’altronde i miei ascolti sono per lo più musica estera sperimentale e molta musica elettronica.

FW: Perché scegliere la strada del cantautorato pop-elettronico? Da chi hai preso ispirazione?
T:
Da quando ho capito che si poteva sperimentare anche con la musica d’autore italiana mi sono buttato a capofitto a scrivere e produrre cercando di tenermi stretto le sonorità da cui provengo, rivisitate in chiave pop moderna. Da quando i generi musicali non esistono più ma soltanto una serie di contaminazioni mi sono detto: “Why not?”

FW: Lo scorso anno hai rilasciato ben tre singoli: “Ossigeno”, “Stai bene così” e “Mai in orario”. Come inizia il tuo processo creativo e come sono state accolte queste canzoni?
T: Il processo creativo nasce in maniera del tutto spontanea, soprattutto i primi singoli che avete citato. Adesso sto affinando la mia scrittura, il mio stile, il mio sound. Devo dire che il progetto è stato accolto davvero bene, tanti feedback positivi e il pubblico che mi dice di rivedersi nelle mie canzoni. Questa è la più grande ricompensa.

FW: Ora è tempo di “Nudi sul parquet”: com’è nato il brano e di cosa parla?
T: Musicalmente dovete chiedere al mio producer Fabrizio Pagni (The Geometra su Instagram). Un giorno di fine estate scorsa si è presentato con la bozza della traccia, successivamente abbiamo abbassato le luci dello studio e accesso i neon facendoci guidare dall’atmosfera notturna e lavorando coi synth analogici che custodisco gelosamente in studio.  E ’una canzone sulla comunicazione moderna, sempre più veloce e priva di veri significati ma anche una canzone piena di speranza, dove condividere le emozioni e le passioni essenziali alla nostra esistenza.

FW: Quel “Ma che giorno è” a fine ritornello è quel momento in cui ognuno di noi, nella foga dell’amore verso l’altra persona, fa capire quanto sia felice la situazione, ma allo stesso tempo è la scintilla della fase successiva: consolidare quel rapporto o distruggerlo del tutto. Qual è la parte più critica di una relazione secondo te?
T:
Credo che la parte più critica di una relazione sia proprio il consolidamento. All’inizio si è travolti dalla novità, dalla smania, dalla passione. Poi subentra la fase successiva, ovvero capire se quella persona fa veramente per te. E, se anche il consolidamento va a buon fine, la difficoltà sta nel renderlo duraturo nel tempo, sempre complici l’uno dell’altra, rispettarsi, amarsi e stimolarsi a vicenda nel quotidiano.

FW: Iniziato questo 2020 con una nuova canzone, ora è dunque tempo dell’album d’esordio? Cosa ci dobbiamo aspettare?
T: Aspettatevi grandi cose! (e ride, ndr) Ma niente pressioni, niente rincorse. Stiamo costruendo un percorso importante, solido e duraturo (per tornare alla risposta precedente) e quindi c’è da lavorare al massimo. Posso dire che sto lavorando a molte canzoni, provando varie sfumature del personaggio TACØMA, sia come testi che come sound.

FW: Per quanto riguarda i Platonick Dive, dobbiamo attenderci nuovo materiale?
T: Certo, ma “no rush, no stress”. Quando i tempi saranno maturi usciranno nuove cose a nome Platonick Dive. Le direzioni artistiche e musicali, se fai un genere di musica così, sono praticamente infinite. C’è costante voglia di sperimentare.

FW: Chiudiamo con il botto: rivelatici la tua canzone preferita del 2019 e perché.
T: Proprio perché ritengo di essere una persona molto discreta (e ride, ndr) rivelerò ben due canzoni, una estera ed una italiana: “Trouble In Town” dei Coldplay e “Dietro Front” di CoCo.

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