Feline Interviews: Telestar

Evolversi nel corso del tempo è qualcosa di naturale e lo è anche per qualsiasi musicista, pronto a investire in nuovi sound e a percorrere altre direzioni. La storia del progetto Telestar è questa: una band partita dalla Toscana nel 2008 e che, col passare degli anni, si è plasmata. Edoardo Bocini, la mente dietro a tutto ciò, ci ha raccontato tutto nei minimi particolari, anche in vista del terzo album e del singolo “Molto più semplice”, uscito giusto ieri.


Feline Wood: Telestar è una band ma anche un progetto cantautoriale. Cosa è cambiato dal 2008 a oggi? Qual è la cosa più strana ripensando al passato?

Edoardo Bocini: il progetto Telestar è nato un po’ di tempo fa da band ed ha subito varie modifiche nei suoi musicisti fino ad arrivare ad oggi. Oggi possiamo definire Telestar un progetto solista dove della formazione originaria siamo rimasti io e Marco il batterista. Assieme a noi girano diversi musicisti. Dal 2008 ad oggi è cambiato il modo di arrangiare le canzoni e di produrre i dischi. La cosa più strana ripensando al passato è la quantità di tempo che abbiamo passato ad autoprodurci le canzoni ed i dischi e un armadio pieno di birre vuote che conservavamo volutamente alla sala prove.

FW: Avete due album all’attivo e ora è raggiunto il momento del terzo che arriverà prossimamente. Come è cambiato il sound nel corso degli anni?

E: Con Il primo album “Telestar” volevamo fare il disco pop perfetto ma era troppo presto per quel suono. Con il secondo volevamo fare un disco intimo-folk, forse è stato un disco troppo personale. Con il terzo abbiamo voluto dare un taglio new wave soprattutto al sound, nei testi è l’introspezione ad essere sempre presente.

FW: Muoversi in Italia nel panorama musicale è difficile: vi state muovendo a piccoli passi? Come state facendo conoscere il progetto Telestar?

E: Concordo che sia molto difficile. Abbiamo sempre avuto la filosofia di crescere lentamente nel nostro progetto e fare piccole cose alla volta. Per far conoscer il progetto cerchiamo di scrivere sempre pezzi nuovi oltre a suonare il più possibile in giro, quello che fanno un po’ tutti.

FW: Ascoltando più volte i nuovi singoli non si può notare una certa somiglianza con i Baustelle. Quanto hanno influito loro nella vostra identità? C’è qualche altra band da cui avete attinto qualcosa?

E: Non siete i primi a dirlo e non vi nascondo che ogni volta mi sorprende molto anche se mi fa allo stesso tempo piacere. Conosco i Baustelle ma li ho ascoltati molto poco quindi direi che la loro influenza nel progetto e soprattutto nella identità è pari a zero. Credo che la risposta a questa somiglianza siano le fonti di ispirazione che probabilmente ci accomunano sia dalla musica inglese sia dal cantautorato italiano, oltre alla voce baritonale che sicuramente può ingannare.

FW: “A vita nuova” è uscito a marzo dello scorso anno, assieme anche a un bellissimo videoclip diretto da Stefano Poggioni. Un amore tormentato, un tira e molla che prima o poi si conclude. Cosa ci volete raccontare?

E: “A vita nuova” parla di un momento ben preciso, quel momento nella fine di una storia dove si ha la consapevolezza di voler andare in una nuova vita e dove la tristezza di una fine si tramuta nella felicità di un nuovo inizio.

FW: Prima è il turno di “Molto più semplice” di uscire rispetto al nuovo album: avete qualche aneddoto in particolare?

E: Molto più semplice è una canzone scritta a 3 mani, canzone nata e sviluppata da ‘band’ in sala prove.  Posso dire che nel disco è l’unico pezzo che è stato concepito alla ‘vecchia’. Gli altri brani del disco avranno una vena molto più cantautoriale.

FW: Proprio perché avete rilasciato “A vita nuova”, “Quanto sei bella” e “Qualcosa è cambiato” nel giro di qualche mese e a molta distanza dall’uscita di “Molto più semplice” e del prossimo album, come avete avuto modo di lavorare, modificare e studiare questo nuovo disco?

E: In realtà quando abbiamo buttato fuori i primi tre non avevamo ancora una etichetta e quello è stato un modo per farci ascoltare. Nel disco saranno inclusi anche i brani di cui sopra. Crediamo che siano stati ascoltati ancora troppo poco e si sposano perfettamente con gli inediti che andranno a completare il tutto

FW: Quando si è usciti dalle scene, quando e come arriva quel desiderio di dover lavorare su un nuovo album? Qual è stata la scintilla, anche per l’ultimo singolo?

E: Il motore che traina tutto è sempre la voglia di scrivere canzoni nuove. Io scrivo almeno 1-2 pezzi al mese quando sono in forma. Poi da scrivere un pezzo a pubblicarlo trascorre sempre molto tempo.

FW: Vi vedremo fra un po’ live? Ci dobbiamo aspettare qualche sorpresa?

E: Sicuramente sì, anche lo scorso anno abbiamo suonato abbastanza. Sorprese? un prossimo singolo bellissimo, forse il mio preferito di sempre…


Segui Telestar su Facebook e su Instagram.
Segui RC Waves su Facebook e su Instagram.

More from Luca Basso

Easy Funk: guarda e ascolta il nuovo singolo “Quello che vorrei”

Dopo l’album di debutto che porta il loro nome e il singolo...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *